Un altro giallo in Siria: attaccata una base russa

Mistero nella base di Tiyas. Secondo Stratfor, i russi avrebbero perso quattro elicotteri d'attacco. Il Cremlino: "Propaganda del Califfato"

Un altro giallo in Siria: attaccata una base russa

Nuove immagini satellitari confermerebbero un incendio che avrebbe provocato ingenti danni in una base aerea strategica nella Siria centrale, attualmente utilizzata dalle forze russe. Nell’incendio, all’interno della base nota come T4, sarebbero andati perduti quattro elicotteri e 20 camion. Secondo la società d’intelligence Stratfor, l’incendio sarebbe stato provocato dal fuoco d’artiglieria nemico durante un attacco avvenuto la scorsa settimana. Mosca, però, nega categoricamente di aver perso velivoli in Siria, bollando il tutto come propaganda del nemico.

L’unica cosa certa è che nella base siriana di Tiyas, a metà strada tra Homs e Palmyra, si è sviluppato un incendio. Le cause non sono chiare. Secondo Stratfor si è trattato di un vero e proprio attacco. Il fuoco d’artiglieria, secondo la società americana, avrebbe colpito i depositi. Le fiamme si sarebbero propagate fino alle linea di volo, distruggendo quattro elicotteri d’attacco russi e 20 camion carichi di munizioni. La base sarebbe stata colpita, ripetutamente, dal fuoco di un lanciarazzi d'artiglieria BM-21 (che sappiamo essere presente nell’inventario del califfato).

Continuano da Stratfor: "Le immagini confermano che non si è trattata di un'esplosione accidentale. La base è stata colpita dall’artiglieria nemica, provocando ingenti danni e spazzando via un'intera unità da combattimento aerea (quattro elicotteri d’attacco). Danneggiati anche diversi aerei siriani così come il deposito logistico dell’aeroporto destinato proprio a supportare la forza aerea da combattimento”.

La replica russa è stata immediata.

Tutti gli elicotteri russi presenti in Siria – ha chiarito il generale Igor Konashenkov, portavoce del Ministero della Difesa russo - continuano regolarmente la loro missione, non ci risultano perdite.

“Le immagini di Stratfor mostrano una base già danneggiata da un precedente scontro, avvenuto mesi fa, tra l’esercito siriano ed i ribelli. L’episodio è avvenuto prima del dispiegamento russo. Tutte le voci di un presunto attacco sono false e create dalla propaganda del nemico che invano cerca di vendere questa presunta notizia. Quei crateri ripresi dai satelliti non sono altro che i segni di una violenta battaglia avvenuta mesi fa tra le forze governative ed i terroristi”.

Il 14 maggio scorso, lo Stato islamico ha rivendicato un attacco alla base russa di Tiyas, affermando di essere riuscito a distruggere i caccia appartenenti al regime siriano. Stratfor, quindi, confermerebbe le rivendicazioni del califfato. Da alcune ore, prende campo una terza ipotesi: potrebbe essersi trattato di un incidente avvenuto nel deposito carburante della base. Le fiamme si sarebbero poi propagate lungo tutta la linea di volo, distruggendo alcuni velivoli di fabbricazione russa, ma in servizio con l’esercito regolare siriano.

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