Lo Stato Islamico alla conquista delle Filippine

Da giovedì scorso i miliziani del gruppo Maute, che hanno giurato fedeltà all'ISIS, controllano il municipio e alcune case della piccola cittadina di Butig, nel sud del Paese

Lo Stato Islamico alla conquista delle Filippine

La bandiera nera dello Stato Islamico sventola a Butig. Non siamo in Irak o in Siria, dove i jihadisti stanno subendo pesanti sconfitte. Siamo nelle Filippine, nella provincia meridionale di Lanao, nell’isola a maggioranza musulmana di Mindanao. In questi territori, dove il fanatismo religioso sta facendo sempre più presa, da giovedì scorso i miliziani del gruppo Maute - che prende il nome dal fondatore Abdullah Maute – controllano il municipio e alcune case della piccola cittadina.

Dopo un fine settimana di scontri tra l’esercito e i jihadisti, che hanno portato all’uccisione di undici fondamentalisti e numerosi feriti anche nelle file governative, all’alba di questa mattina le truppe filippine hanno lanciato una potente offensiva. A comandare le operazioni sono le forze speciali del Joint Special Operations Group (JSOG), già impegnate a liberare la città di Zamboanga nel 2013, quando circa duecento miliziani del Moro National Liberation Front (MNLF) hanno provato ad occuparla. Fino ad ora si contano 16 mila sfollati, quasi tutti gli abitanti del villaggio.

Insieme all’artiglieria, le truppe governative stanno usando anche elicotteri da combattimento MG-520. Ma liberare la zona non è semplice. Butig, infatti, è la roccaforte degli uomini guidati da Abdullah e anche del Moro Islamic Liberation Front (MILF), l’organizzazione armata islamica più numerosa nell’isola di Mindanao che, secondo fonti governative, conterebbe circa 12 mila uomini. Ma per Mihajirin Ali, capo della segreteria del MILF, che ho incontrato nel marzo scorso nel loro quartier generale a Cotabato, la guerriglia sarebbe almeno il doppio delle unità.

Nel 2013 i miliziani del gruppo Maute, che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico, hanno attaccato un checkpoint dell’esercito provocando la morte di sei soldati governativi. Più recentemente altri scontri a fuoco si sono verificati a febbraio e a giugno. Nell’aprile scorso i jihadisti hanno anche decapitato due cittadini filippini accusati di essere delle spie.

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