Trump "smaschera" Soleimani: "Progettava attacchi contro diplomatici Usa"

Il presidente degli Stati Uniti, Trump, svela: "Voleva uccidere i nostri diplomatici. Lo abbiamo trovato e lo abbiamo fermato"

Trump "smaschera" Soleimani: "Progettava attacchi contro diplomatici Usa"

Dopo il raid che ha ucciso il leader delle Guardie della Rivoluzione iraniane, Soleimani, Donald Trump in una conferenza stampa davanti alla Nazione spiega perché gli Stati Uniti hanno deciso di sferrare questo attacco. Secondo quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti, il generale iraniano stava pianificando alcuni attacchi a Baghdad contro il personale diplomatico statunitense: "Stava organizzando imminenti e sinistri attacchi contro diplomatici e militari americani. Lo abbiamo preso e lo abbiamo eliminato". Sui venti di guerra che da oggi soffiano sul Medio Oriente e su un possibile scontro tra Usa e Iran, Trump afferma: "Abbiamo agito per fermare una guerra, non per iniziarla". Poi concludendo il suo discorso da Mar-a-Lago, in Florida, il presidente degli Stati Uniti ha tuonato: "Il regno del terrore di Soleimani è finito". Intanto gli Stati Uniti dispiegheranno migliaia di truppe aggiuntive in Medioriente in seguito alle tensioni con l'Iran. Lo ha detto alla CNN un funzionario della Difesa degli Stati Uniti. Le truppe aggiuntive arriveranno dalla Forza di risposta immediata dell'82esima divisione aviotrasportata. In seguito ai disordini all'ambasciata americana a Baghdad, gli Stati Uniti avevano già dispiegato 750 truppe della stessa unità. Il nuovo schieramento comprenderà il resto della brigata, circa 3.000 soldati. Insomma le mosse di Washington dopo il raid contro Soleimani parlano di un rafforzamento della forza militare sul territorio che si appresta a diventare lo scenario di scontro principale tra gli Stati Uniti e Teheran.

La morte di Soleimani cambia le prospettive di stabilizzazione dell'area e tutti i segnali degli ultimi giorni portano venti di guerra. Solo due giorni fa, le milizie ribelli irachene hanno assaltato l'ambasciata americana. E qualche giorno fa alcuni razzi su Kirkuk hanno ucciso uno contractor americano. La scorsa notte poi il raid contro il convoglio di auto su cui viaggiava Soleimani. L'esplosione delle auto colpite dal missile ha definitivamente fatto saltare i rapporti diplomatici tra Teheran e Washington. Nell'area mediorientale, solo Israele ha sottolineato in modo positivo la mossa portata a termine dagli Stati Uniti. Il premier Netanyahu ha di fatto rivendicato il diritto per Israele e per gli stessi Stati Uniti all'autodifesa. Ora gli scenari sono imprevedibili. Di certo Teheran sta già pianificando una risposta dura contro Washington e ha invitato la Casa Bianca ad "acquistare bare per i soldati americani". Il mondo resta col fiato sospeso.

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