Biden: "Alternativa a sanzioni? Guerra mondiale". Parte l'assalto russo a Kiev

Pronto l'assalto alla capitale dopo i tentativi della notte precedente, il Cremlino: "Kiev si è rifiutata di negoziare"

Biden: "Alternativa a sanzioni? Guerra mondiale". Parte l'assalto russo a Kiev

Ci si avvia verso una fase decisiva della guerra in Ucraina. Dopo quanto accaduto la scorsa notte, con le prime avanguardie russe alla periferia di Kiev e il respingimento di alcuni assalti dei soldati di Mosca nella parte occidentale della capitale, il Cremlino ha fatto sapere di essere pronto a un nuovo assalto. Questa volta, nelle intenzioni dei vertici della Difesa russa, si vuole provare un attacco al cuore della principale città ucraina.

"Kiev - si legge in una nota del ministero della Difesa russo - si è rifiutata di negoziare. In risposta siamo pronti a un assalto in tutte le direzioni sulla capitale".

Dichiarazioni che hanno fatto il paio con quelle rese note poche ore prima da Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. "Ieri pomeriggio - si legge in una nota - in connessione con gli attesi negoziati con la leadership ucraina, il presidente russo ed il comandante supremo hanno ordinato la sospensione dell'avanzata delle principali forze. Dal momento che la parte ucraina ha essenzialmente rifiutato di negoziare, l'avanzata delle principali forze russe è ripresa questo pomeriggio secondo i piani operativi".

Le vittime civili

Le immagini del grattacielo della zona di Lobanovsky colpito questa mattina a Kiev hanno destato scalpore. E sono servite a ricordare che il conflitto tra Ucraina e Russia sta coinvolgendo i civili. In tanti sono scappati, la capitale e le principali città del Paese sono deserte, ma in tanti sono dovuti rimanere nelle proprie case.

Rifugi anti aerei e bunker sono le uniche vie di fuga per chi rimane. Ma non sempre basta a prevenire la perdita di vite umane. Il governo ucraino nells scorse ore ha diffuso un primo bilancio parziale. Si parla, in particolare, di 198 morti dall'inizio dell'offensiva russa avviata giovedì notte. Tra questi sarebbero almeno tre i bambini rimasti uccisi.

Non è chiaro se i civili coinvolti siano rimasti coinvolti più nei bombardamenti che nei combattimenti urbani ormai diffusi nelle due principali città, Kiev e Kharkiv. Il numero potrebbe essere sottostimato. Secondo il ministero dell'Interno ucraino altre vittime potrebbero non essere state segnalate e non essere state inserite nel già tragico bilancio.

Dal canto loro i russi hanno fatto sapere di non aver mai preso di mira i civili e di aver limitato gli effetti collaterali del conflitto. In mattinata il ministero della Difesa russo ha reso noto che il missile schianatosi sul grattacielo residenziale di Lobanovsky non era stato sparato dai soldati di Mosca. L'origine, secondo questa versione, sarebbe ucraina e la responsabilità sarebbe da attribuire al malfunzionamento dell'ordigno della contraerea di Kiev.

Il bilancio per l'Ucraina è comunque drammatico. In questo contesto però il presidente Zelensky ha esortato i suoi concittadini a continuare a resistere. In un video diffuso su Telegram, il capo dello Stato ha parlato di primo respingimento dell'assalto russo e di una resistenza ucraina in grado di far saltare i piani di Mosca. "I combattimenti continuano in molte città e regioni del paese - sono le frasi pronunciate da Zelensky - ma è il nostro esercito che controlla Kiev e le città chiave intorno alla capitale".

"Sappiamo cosa stiamo proteggendo - ha aggiunto il presidente ucraino - lo Stato, i bambini, il futuro. Stiamo rovinando i piani russi". In mattinata Zelensky si era fatto ritrarre in giro per il centro della capitale, parlando di una situazione sotto controllo e confermando il respingimento di un primo forte attacco della Russia per prendere Kiev.

Situazione ancora più difficile a Kharkiv. Dalla seconda città ucraina non stanno arrivando notizie e sono saltate le comunicazioni. Ci sarebbero battaglie urbane in diversi quartieri con i russi che starebbero avanzando da nord. La confusione da qui sta regnando sovrana e non è ben chiaro il posizionamento degli schieramenti sul campo. L'unica cosa certa è che la guerra è destinata a continuare con il suo enorme carico di vittime.

Da oggi a Kiev è coprifuoco

A partire dalle 17:00 nella capitale ucraina è scattato il coprifuoco. Ad annunciarlo sono state le autorità secondo cui "chiunque verrà trovato in strada in quel momento sarà trattato come nemico". Le motivazioni di questa misura sono dettate in primis dalla difesa dell'incolumità delle persone: troppo pericoloso girare per strada, sia per i continui allarmi aerei e sia perché ci si potrebbe imbattare in un momento all'altro in carri armati russi avanzati da nord o da sud, dalle due attuali direttrici di attacco. L'altra motivazione è data dalla necessità di avere strade e arterie principali sgombe e permettere il dispiegamento dei mezzi militari. Infine c'è l'esigenza di evitare la presenza di sabotatori o collaboratori dei russi nel cuore della capitale.

Zelensky: "Presenti oltre centomila invasori russi"

Su Twitter nelle scorse ore è tornato a parlare il presidente ucraino. Zelensky ha accusato la Russia di attuare piani di guerra molto duri verso la popolazione e di prendere di mira aree residenziali. "Nel nostro territorio - ha scritto Zelensky - abbiamo la presenza di centomila invasori che sparano senza ritegno su edifici residenziali. Dobbiamo fermare l'aggressore". Nel Tweet in questione si è anche fatto riferimento a una sua conversaizone con il premier indiano Narendra Modi.

Avanzata dei separatisti del Donbass

Nelle prime ore del pomeriggio media russi hanno parlato di un'avanzata dei combattenti separatisti nelle regioni orientatli dell'Ucraina. In particolare, le forze dell'autoproclamata Repubblica di Lugansk secondo Interfax avrebbero conquistato due importanti località lungo la linea di contatto. Si tratterebbe di Shchastia e Muratove. Complessivamente i separatisti con quest'azione sarebbero avanzati di 46 km rispetto ai confini stabiliti dagli accordi di Minsk. Tensione anche nell'altra repubblica separatista, quella di Donetsk. Qui l'avanzata dell'esercito russo verso Mariupol potrebbe favorire ulteriori sortite dei combattenti locali.

Biden: "L'alternativa alle sanzioni sarebbe stata la terza guerra mondiale"

Nel tardo pomeriggio sono arrivate nei circuiti mediatici internazionali le dichiarazioni rilasciate dal presidente Usa Joe Biden al giornalista Bryan Tyler Cohen. Il capo della Casa Bianca ha parlato di Ucraina e degli interventi decisi dagli Stati Uniti e dall'Europa contro la Russia. In particolare, ci si è soffermati sul capitolo sanzioni. "L'alternativa alle sanzioni contro la Russia per punirla per l'invasione dell'Ucraina - ha dichiarato Biden - sarebbe l'inizio della Terza guerra mondiale".

"Ci sono due opzioni - ha proseguito Biden - Iniziare la Terza guerra mondiale, andare alla guerra con la Russia, in sostanza. O far sì che il Paese che agisce contro la legge internazionale finisca per pagare un prezzo per quello che ha fatto".

Parlando poi dell'iniziativa militare di Mosca in corso, Biden ha sottolineato che il Cremlino forse "ha sottovalutato la reazione all'invasione". Un riferimento alla richiesta di ingresso nella Nato di Paesi neutrali quali Finlandia e Svezia. "I commenti da Paesi con status neutrale come Finlandia e Svezia sul loro possibile ingresso nella Nato mostrano quanto Vladimir Putin abbia fatto male i calcoli sulle conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina".

Risuonano le sirene

Sono suonate le sirene e si sono sentite esplosioni a Kiev. Lo riferisce il sito web di Kyiv Independent, secondo cui si preannuncia una notte di pesanti bombardamenti sulla capitale ucraina, che ormai da tre giorni resiste all'assalto delle truppe russe. Le persone sono state invitate a cercare riparo nei rifugi.

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