Yulia Tymoshenko si candida alla presidenza dell'Ucraina

In base ai primi sondaggi realizzati poco dopo l’ufficializzazione della candidatura della Tymoshenko alle presidenziali di marzo, quest’ultima sarebbe attualmente in testa alle intenzioni di voto

L’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko ha in questi giorni annunciato la propria candidatura alle elezioni presidenziali del prossimo 31 marzo. È la seconda volta che la donna, una delle organizzatrici della “rivoluzione arancione” del 2004, si candida alla guida dell’ex repubblica sovietica. Costei era infatti già scesa in campo in occasione delle consultazioni del 2014 ed era arrivata seconda, dietro a Petro Poroshenko.

La Tymoshenko, premier del Paese dal 2007 al 2010, ha annunciato la sua candidatura durante un recente congresso del suo partito, la formazione nazionalista Batkivshchyna (Madrepatria). Lei ha precisato di volere sfidare il capo dello Stato uscente Poroshenko al fine di “restaurare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. La candidata ha quindi accusato quest’ultimo di avere favorito il “dilagare della corruzione” e di avere trasformato l’Ucraina in una “cleptocrazia”.

La promotrice della “rivoluzione arancione” ha quindi delineato le priorità del suo programma elettorale e tra queste vi è la richiesta alla Russia di un “indennizzo per l’annessione della Crimea e per il sostegno finora concesso da Putin ai separatisti del Donbass”. La Tymoshenko si è poi dichiarata favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue e nella Nato e ha infine annunciato che, se verrà eletta, garantirà alla nazione “un futuro radioso”.

In base ai primi sondaggi realizzati poco dopo l’ufficializzazione della candidatura della militante nazionalista, quest’ultima sarebbe attualmente in testa alle intenzioni di voto. Tra la donna e Poroshenko vi sarebbe infatti un distacco di “oltre tre punti percentuali”, incline ad "ampliarsi".

Gli avversari politici della Tymoshenko hanno subito iniziato a riportare alla luce le vicende giudiziarie in cui costei è rimasta in passato coinvolta. Diversi esponenti di Udar, cartello elettorale costituitosi a sostegno del capo dello Stato uscente, stanno infatti orchestrando una propaganda elettorale diretta a ricordare al popolo i “sette anni di carcere” comminati nel 2011 per “corruzione” all’organizzatrice della “rivoluzione arancione”. L’ex primo ministro ha scontato solo tre anni di condanna in quanto nel 2014 il parlamento di Kiev le ha concesso un “provvedimento di clemenza”.

Anche i rappresentanti del Partito radicale, formazione politica antirussa, hanno duramente criticato la scelta della Tymoshenko di ricandidarsi alla presidenza del Paese. Costoro hanno preso spunto dai buoni rapporti instaurati da costei con l’establishment moscovita per accusarla di essere un “burattino di Putin” e di volere “svendere la patria al Cremlino”.