Morì al Gianicolo Definitiva la condanna di Marmigi

Sei anni e quattro mesi di reclusione. È definitiva la condanna per Luca Marmigi, l’ex collaboratore Rai di «Linea Verde» accusato di aver ucciso Paola Bianchi, la giovane trovata morta al Gianicolo la sera del 23 dicembre del 2003. La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’appello di Roma che il 22 aprile dello scorso anno aveva ritenuto responsabile l’imputato di omicidio colposo, occultamento di cavadere e simulazione di reato. Marmigi aveva impugnato la sentenza, ma i giudici della suprema corte ieri sera hanno rigettato il ricorso.
Stavano insieme Luca e Paola, anche se lui era legato ad un’altra donna, con la quale conviveva. La sera della tragedia i due avevano litigato perché, dopo aver passato la giornata insieme, Marmigi aveva comunicato a Paola che avrebbe trascorso la vigilia di Natale con la sua compagna, questo nonostante le avesse fatto capire in più occasioni che quel rapporto fosse ormai al capolinea. Secondo il pg Francesco Scalzano, che aveva chiesto la conferma della condanna, quella notizia per la ragazza, anche lei una collaboratrice Rai, fu un brutto colpo. Che le provocò un attacco di panico. Per farla calmare Marmigi le somministrò un ansiolitico. Il farmaco, però, le avrebbe provocato un malore. L’uomo cercò di rianimarla con una manovra maldestra, senza riuscirvi.

Una perizia stabilì, infatti, che la vittima era morta per asfissia da compressione toracica. Invece di portare Paola in ospedale, nel timore di compromettere la storia con la sua convivente, Marmigi la abbandonò in una zona buia dei giardini del Gianicolo, dove morì.

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