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Formula 1, l'arma segreta della Ferrari per ridurre il gap dalle Mercedes: si chiama "macarena"

L'obiettivo è quello di garantire alle Rosse di Maranello un po' più di velocità, come riscontrato durante l'ultima sessione di test in Bahrain

 Fermo immagine da video @Ferrari (Youtube)
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A una sola settimana dalla gara di debutto del campionato del mondo di Formula 1 2026, le monoposto tornano in pista per il secondo appuntamento stagionale. Sul circuito di Shanghai è molto probabile che assisteremo nuovamente a un duello tra le prime della classe, le Mercedes, e quelle che al momento sembrano le più accreditate a contendere loro il primato, vale a dire le Ferrari.

Pur avendo finora come unico riferimento la gara della scorsa domenica, il gap tra le Frecce d'Argento e le Rosse di Maranello è apparso decisamente evidente, soprattutto durante le qualifiche, dal momento che il distacco tra l'autore della pole position George Russell e Charles Leclerc, il più veloce dei due piloti ferraristi, era stato di poco superiore agli 8 decimi di secondo. In gara, tuttavia, la musica era stata ben diversa: tralasciando la differente strategia per cui hanno optato i due muretti, da un'analisi del passo di gara medio la differenza tra le W17 e le SF-26 è stato di 130 millesimi di secondo al giro. Il vantaggio per la casa di Stoccarda indubbiamente resta, ma si tratta di un gap che non appare impossibile da ricucire o limitare ulteriormente.

Consapevole di questa situazione, al termine della gara di Melbourne, Vasseur aveva annunciato importanti novità a livello aerodinamico già a partire dal successivo appuntamento di Shanghai: chiaramente le dichiarazioni del Team Principal hanno portato subito a fare delle ipotesi, e la più plausibile è quella che vede l'utilizzo della oramai celebre "macarena". Questa soluzione, sperimentata dalla Ferrari nell'ultima sessione dei test effettuati in Bahrain, aveva fin da subito ben impressionato, e non solo a Maranello. La rivoluzionaria ala posteriore, così soprannominata per via del singolare movimento oscillatorio dei flap che ricorda la celebre danza, è stata realizzata appositamente per consentire una rotazione dei profili mobili fino a 270 gradi, una soluzione che supera quindi la concezione del tradizionale DRS.

Grazie a questa ottimizzazione del flusso d'aria, con un'evidente riduzione del drag, ovvero della resistenza aerodinamica, le monoposto hanno guadagnato in fondo al rettilineo del circuito di Sakhir in Bahrain tra i 5 e gli 8 chilometri all'ora. L'applicazione di questo innovativo sistema sarebbe perfetta per il circuito di Shanghai, in particolar modo nel percorrere il lungo rettifilo che conduce alla curva 14: questa ulteriore spinta, visto il divario più ridotto in gara, potrebbe risultare fondamentale a determinare un potenziale maggiore equilibrio tra le prestazioni espresse in pista dalle Frecce d'Argento e dalle Rosse di Maranello.

La conferma delle voci circolate subito dopo l'Australia è arrivata poche ore fa: la Ferrari ha infatti portato in Cina tre esemplari della "macarena", mostrandosi quindi intenzionata a

impedire alle Mercedes di "scappare" in classifica in attesa che a giugno venga definita la questione delle power unit, dal momento che solo allora la FIA introdurrà nuove misurazioni più stringenti sul rapporto di compressione.

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