Ancora non ci crediamo e già ce lo vuoi togliere Kimi, ripensaci, regala all’Italia quel numero 1 che significa essere il campione del mondo, mettilo sulla tua Mercedes, aggiungilo al tuo casco con il tricolore, metti in vendita una maglietta celebrativa che andrebbe a ruba. In Italia e nel mondo, perché tu piaci a tutti, non solo a chi parla la tua lingua. Sei ancora in tempo per mettere in stand-by il tuo amato numero 12 e scegliere il simbolo riservato al campione dei campioni. Lo ha fatto anche Ayrton anche se ai tempi non poteva scegliere. Anche lui ha abbandonato il 12 per mettere l’1 sulla sua McLaren. Lo ha fatto anche Max che è un po’ il tuo idolo contemporaneo, uno che come te vive solo per correre. Solo il campione del mondo, vesto il numero 1.
Domenica sera, malessere che ti ha fatto saltare il media day permettendo, potresti diventare campione del mondo al 43° Gp della tua vita, battendo anche il record di precocità di Vettel. Campione a 20 anni 2 mesi e 7 giorni. Un vero n°1. Quel numero 1 che da qualche anno non è più obbligatorio utilizzare, perché ai piloti viene lasciata la possibilità di continuare a correre con il proprio numero, quello che si sono scelti arrivando in F1. Così hai già fatto sapere che resterai fedele al 12, il numero che ti lega a Senna e con cui hai conquistato anche il titolo di F4. Insomma il 12 significa tanto per un ragazzo scaramantico come te. Anche Hamilton si tenne il 44 e sfoggiò l’1 solo il 23 novembre 2018, nella prima sessione di libere ad Abu Dhabi. Un gesto per i suoi meccanici. Anche il tuo amico Valentino è sempre rimasto fedele al suo 46, ereditato da papà Graziano. Oggi i numeri dei piloti sono diventati dei brand, degli strumenti di marketing. Max però se n’è fregato: lui il n°1 lo ha fieramente portato per 4 anni di fila sulle sue Red Bull. Ai tempi di Ascari i numeri venivano sorteggiati gara per gara e Alberto indossò l’1 solo una volta al Gp di Germania del 1953 quando ottenne la pole, ma poi concluse solo ottavo. Kimi con l’1 sarebbe insomma una bella novità per l’Italia. E poi dai, anche Ayrton nel 1989, 1991 e 1992 gareggiò con l’1 del campione del mondo. Insomma non sarebbe un tradimento. Kimi, pensaci, sarebbe bello portare quell’1 in Italia. E poi chissà che tu non possa tenerlo per tanti anni.
