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L’amore per Senna, la minimoto, i kart e i duelli con Schumi: gli inizi di Alex Zanardi

La Formula 1, conosciuta attraverso la televisione, diventa una grande passione da bambino, e rimarrà il suo obiettivo fin dai primi passi nel mondo dei motori

L’amore per Senna, la minimoto, i kart e i duelli con Schumi: gli inizi di Alex Zanardi
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Ad avvicinare il piccolo Alex Zanardi al mondo delle corse è stata la combinazione di numerosi elementi, a partire dallo sconfinato amore per la Formula 1, sbocciato dinanzi alla televisione grazie alle imprese compiute in pista dal suo idolo Ayrton Senna.

Nato a Bologna il 23 ottobre 1966 da papà Dino, di professione idraulico, e da mamma Anna, sarta, il piccolo Alessandro Leone si trasferisce da bambino insieme alla sua famiglia a Castel Maggiore, e lì trascorre gli anni della giovinezza. Dal sogno di diventare idraulico come il padre, e con una scarsa propensione per lo sport, inizia a innamorarsi della Formula 1 seguendo i Gran Premi trasmessi dalla Rai, e condivide questa grande passione proprio con l’amato papà, che verrà a mancare nel 2013.

Ma è quando il nonno gli regala una minimoto che Alex comincia a “sporcarsi le mani” e a entrare a contatto più diretto con quel mondo che aveva cominciato ad apprezzare davanti allo schermo di una TV: Zanardi non si limita a salire in sella alla sua pocket bike, ma la disassembla pezzo per pezzo con l’obiettivo di comprenderne il funzionamento. Una scoperta che lo spinge addirittura a tentare di costruirsi da solo un go-kart, utilizzando dei pezzi di scarto, come quattro ruote trovate in discarica, e qualche tubo di metallo.

A segnare la sua adolescenza, nel 1979, c’è la tragica morte della sorella Cristina, deceduta a causa di un incidente stradale: nonostante il grande trauma, il piccolo Alessandro non accantona l’amore per i motori e la velocità, e così anche papà Dino, che di lì a poco farà una scelta che segnerà per sempre la vita e la carriera del figlio. Recatosi in un’officina del paese per far riparare il suo motorino, Dino vede un go-kart in vendita e non ci pensa due volte, facendone dono ad Alex a 14 anni. Cambiano le abitudini dei due, e grazie all’aiuto del padre il giovane Zanardi muove i suoi primi passi, pur non avendo alle spalle alcuno sponsor, per cui con grandi sacrifici anche economici: le trasferte in furgone e le gare riempiono i fine settimana dei due, pur con qualche frizione che tuttavia non frena l’ascesa di Alessandro.

Nonostante la mancanza di un team ufficiale alle spalle, la determinazione lo portò a mettersi in luce nel campionato italiano 100cc a soli 16 anni, dove ottenne un sorprendente terzo posto. Questo risultato gli garantì le prime sponsorizzazioni, permettendogli di compiere progressi rapidi e di affrontare avversari di calibro internazionale, tra cui Michael Schumacher, con cui si confronterà nuovamente sul palco prestigioso della Formula 1 qualche anno più tardi. Il culmine della sua esperienza sui kart arrivò nel 1987, quando, alla guida di un mezzo nella categoria 135cc, conquistò il prestigioso Campionato Europeo.

L’obiettivo resta il massimo campionato di automobilismo, ma arrivarci senza risorse è difficilissimo: la parola impossibile, tuttavia,non esiste, e la gavetta procede con grande determinazione. Proprio grazie alla competitività dimostrata sui kart e all'esperienza accumulata, Zanardi riuscì a compiere il salto di qualità, passando alle formule addestrative (Formula 3) alla fine degli anni '80.

Le prime sponsorizzazioni gli permisero di raggiungere la Formula 3000 e finalmente, a 25 anni, di impugnare il volante della Jordan, trovandosi a competere addirittura con Ayrton Senna, proprio l’idolo che lo aveva spinto a intraprendere quella tortuosa strada.

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