Charles Leclerc è arrivato in auto dopo che il suo volo privato lo aveva piantato in asso. Sui 350 chilometri da Kuala Lumpur a Singapore non ha avuto problemi e, vista la fortuna che lo perseguita, già questa è una notizia. Valtteri Bottas è arrivato pedalando in mountain bike insieme alla sua fidanzata, l’australiana Tiffany Cromwell campionessa delle due ruote. È andato più veloce di quanto sarebbe riuscito a fare con la sua Cadillac. Battute a parte, la Formula 1 si prepara a cominciare l’ultimo weekend sprint della stagione, il primo sulla pista toboga di Singapore dove c’è il 60% di probabilità che entri in azione una Safety Car.
Manca solo una gara sprint con Safety Car per completare la galleria di orrori di questo trittico asiatico cominciato a Baku ed arrivato a Marina Bay dopo i bug e i monsoni della Malesia. In palio 33 punti, bottino che farebbe comodo a Russell per tenere aperto il suo sogno visto che deve recuperarne 84 su Kimi. Peccato che George debba cambiare il motore Mercedes e quindi pagare una penalità che lo costringerà a partire dal fondo su una pista dove in 16 anni di gare, solo cinque volte ha vinto chi non scattava in pole. Forse era meglio cambiargli il motore in Malesia Certo è un bell’assist per Antonelli che non dovrà dannarsi l’anima per aumentare il vantaggio e accelerare il conto alla rovescia verso un Mondiale storico per l’Italia e per la F1 che un campione così giovane non lo aveva mai avuto.
Nell’unica ora di prove prima delle qualifiche Sprint la Mercedes dovrà completare anche il paragone tra la macchina vecchia e quella con le modifiche di Sepang che non ha dato i risultati sperati. Un’ora per capire se proseguire o tornare al vecchio per tenere lontana una concorrenza che si chiama ancora Verstappen, anche se Singapore è una delle poche piste dove Max non ha ancora vinto. Come Leclerc che pure ha collezionato due pole di fila Questa è una pista dove Charles può metterci il suo talento anche se la Ferrari SF 26 non gli ha fin qui permesso di fare il fenomeno in qualifica. Sarebbe anche ora, prima che Vasseur se la prenda ancora con la stampa italiana. Intanto un confettino glielo regala anche Max che ripete un concetto già espresso: «Io in Ferrari? Ma io voglio vincere, che senso avrebbe andarci per arrivare quinto o sesto?». Come dargli torto.
E intanto girano le prime voci, non ancora confermate dal Circus, di un Gp in Ruanda dal 2030. Sarebbe un ritorno in Africa della F1 dopo 40 anni.
