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Motori

Match point

Max domina. Malore post gara per Lewis. Kimi può chiudere a Austin (se vince e Russell è 9°)

Red Bull driver Max Verstappen, center, of the Netherlands celebrates flanked with Mercedes driver Andrea Kimi Antonelli of Italy and Ferrari driver Charles Leclerc of Monaco after winning the Singapore Formula One Grand Prix race in Singapore, Sunday, Oct. 11, 2026. (AP Photo/Ng Han Guan)

Hanno vinto ancora in due. Max in pista e Kimi in classifica. Verstappen ha conquistato anche Singapore dove non era mai arrivato in fondo davanti a tutti, Antonelli ha approfittato della lite tra Hamilton e Norris per infilarsi sul podio e portare a 102 punti il suo vantaggio su Russell (risalito da 19° a 9°). Ora Kimi volerà a Austin con un match ball in mano. Se vincerà in Texas e Russell chiuderà al 9° posto (o peggio) potrà già festeggiare un titolo storico. Ma non c’è fretta, abbiamo aspettato 73 anni, possiamo attendere anche qualche giorno in più. Sarebbe straordinario arrivare a festeggiare in Brasile, a casa di Senna, il suo idolo. Ormai anche Kimi e le sue scaramanzie ne possono parlare. Non si vede come non possa accadere quello che aspettiamo dai tempi di Ascari.

Se Antonelli è imprendibile in classifica, Verstappen è stato imprendibile tutto il weekend. Ha fatto bottino pieno tra gara sprint e gara vera. Dopo l’estate, a parte il ritiro in Olanda, Max non è mai sceso dal podio e adesso che è tornato a vincere sembra non voler più scendere dal gradino più alto del podio. Quella di Singapore è la numero 73 della carriera ed è bello che la Red Bull abbia deciso di mandare sul podio con Max, Lambiase, il suo storico ingegnere di pista che a fine anno lascerà il team. Verstappen-Antonelli può diventare il duello del futuro della Formula 1. Kimi sta diventando un killer alla Max. Non perde un’occasione, è sempre al posto giusto nel momento giusto. C’era sabato nella sprint, c’era anche ieri nella gara quando in un baleno ha infilato Norris e Hamilton. È rimasto lontano dai pericoli ali via, ha rischiato la penalità per aver superato i limiti della pista, ha sofferto per il clima (alzava le mani in rettilineo per prendere aria).

Ogni tanto dobbiamo ricordarci che ha solo 20 anni. E in una gara come quella di Singapore, l’errore era dietro l’angolo. Hamilton, ad esempio, ha preferito non rientrare ai box in regime di Virtual Safety Car e facendo di testa sua ha perso posizioni scivolando sesto. A fine gara ha ammesso l’errore e ha chiesto scusa (via radio perché poi non ha rilasciato interviste a causa di un lieve malore). L’impressione è che lui volesse passare davanti a Leclerc e magari avere un jolly da giocarsi se fosse entrata una Virtual o una Safety. Gli è andata malissimo. E sul podio neppure lontanissimo da Max, ci è arrivato Leclerc. Un mezzo sorriso può farlo anche lui.