Hanno vinto ancora in due. Max in pista e Kimi in classifica. Verstappen ha conquistato anche Singapore dove non era mai arrivato in fondo davanti a tutti, Antonelli ha approfittato della lite tra Hamilton e Norris per infilarsi sul podio e portare a 102 punti il suo vantaggio su Russell (risalito da 19° a 9°). Ora Kimi volerà a Austin con un match ball in mano. Se vincerà in Texas e Russell chiuderà al 9° posto (o peggio) potrà già festeggiare un titolo storico. Ma non c’è fretta, abbiamo aspettato 73 anni, possiamo attendere anche qualche giorno in più. Sarebbe straordinario arrivare a festeggiare in Brasile, a casa di Senna, il suo idolo. Ormai anche Kimi e le sue scaramanzie ne possono parlare. Non si vede come non possa accadere quello che aspettiamo dai tempi di Ascari.
Se Antonelli è imprendibile in classifica, Verstappen è stato imprendibile tutto il weekend. Ha fatto bottino pieno tra gara sprint e gara vera. Dopo l’estate, a parte il ritiro in Olanda, Max non è mai sceso dal podio e adesso che è tornato a vincere sembra non voler più scendere dal gradino più alto del podio. Quella di Singapore è la numero 73 della carriera ed è bello che la Red Bull abbia deciso di mandare sul podio con Max, Lambiase, il suo storico ingegnere di pista che a fine anno lascerà il team. Verstappen-Antonelli può diventare il duello del futuro della Formula 1. Kimi sta diventando un killer alla Max. Non perde un’occasione, è sempre al posto giusto nel momento giusto. C’era sabato nella sprint, c’era anche ieri nella gara quando in un baleno ha infilato Norris e Hamilton. È rimasto lontano dai pericoli ali via, ha rischiato la penalità per aver superato i limiti della pista, ha sofferto per il clima (alzava le mani in rettilineo per prendere aria).
Ogni tanto dobbiamo ricordarci che ha solo 20 anni. E in una gara come quella di Singapore, l’errore era dietro l’angolo. Hamilton, ad esempio, ha preferito non rientrare ai box in regime di Virtual Safety Car e facendo di testa sua ha perso posizioni scivolando sesto. A fine gara ha ammesso l’errore e ha chiesto scusa (via radio perché poi non ha rilasciato interviste a causa di un lieve malore). L’impressione è che lui volesse passare davanti a Leclerc e magari avere un jolly da giocarsi se fosse entrata una Virtual o una Safety. Gli è andata malissimo. E sul podio neppure lontanissimo da Max, ci è arrivato Leclerc. Un mezzo sorriso può farlo anche lui.
