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Motori

Morto Alan Jones, il campione del mondo che fece grande la Williams. Aveva 80 anni

L’australiano conquistò il titolo iridato nel 1980, diventando il primo pilota nella storia della scuderia britannica a vincere il Mondiale. In carriera ottenne 12 successi nei Gran Premi

Il pilota Alan Jones

Il mondo della Formula 1 piange Alan Jones. L’ex pilota australiano è morto il 5 novembre, tre giorni dopo aver compiuto 80 anni, dopo una breve malattia. La notizia è stata comunicata dalla famiglia attraverso Motorsport Australia, con una dichiarazione della moglie Amanda. Jones era entrato nella storia del motorsport nel 1980, quando aveva conquistato il titolo mondiale al volante della Williams, diventando il primo campione del mondo della scuderia britannica. Nel corso della sua carriera aveva vinto 12 Gran Premi, lasciando un segno importante nella storia della Formula 1 e dello sport australiano. Prima di lui soltanto Jack Brabham era riuscito a conquistare il titolo iridato per l’Australia.

Dagli inizi in Europa alla prima vittoria in Formula 1

Nato a Melbourne il 2 novembre 1946, Alan Jones aveva respirato l’atmosfera delle corse fin da bambino, seguendo le orme del padre Stan, anche lui pilota. Dopo le prime esperienze nel karting, nel 1967 decise di trasferirsi in Europa per provare a costruire una carriera internazionale. Non fu un percorso semplice: a Londra si mantenne anche vendendo furgoni usati e affittando camere, destinando i guadagni alle competizioni. Dopo le categorie minori, il debutto in Formula 1 arrivò nel 1975 con la Hesketh. Seguirono le esperienze con la squadra di Graham Hill e con la Surtees, prima dell’approdo alla Shadow nel 1977. Proprio con questa scuderia conquistò la sua prima vittoria nel Mondiale, al Gran Premio d’Austria, sul circuito dell’Österreichring. Fu anche l’unico successo ottenuto dalla Shadow nella storia della Formula 1.

Il Mondiale del 1980 che cambiò la storia della Williams

La svolta arrivò nel 1978, quando Jones entrò nella Williams di Frank Williams e Patrick Head. La squadra era ancora in fase di crescita e l’australiano diventò presto il suo pilota di riferimento. Nel 1979 arrivarono quattro vittorie, in Germania, Austria, Paesi Bassi e Canada, risultati che gli permisero di chiudere il campionato al terzo posto e prepararono il terreno per la stagione successiva. Il 1980 fu l’anno della consacrazione. Al volante della FW07B, Jones vinse cinque Gran Premi: Argentina, Francia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti. Conquistò il titolo mondiale con una gara d’anticipo, a Montréal, regalando alla Williams il primo campionato piloti della sua storia. La scuderia si aggiudicò anche il Mondiale costruttori, con il contributo del compagno di squadra Carlos Reutemann. Jones si confermò competitivo anche nella stagione successiva, ma il rapporto con Reutemann si deteriorò durante il campionato. La rivalità tra i due emerse in particolare al Gran Premio del Brasile del 1981, quando l’argentino non rispettò le indicazioni del box che gli chiedevano di lasciare strada al compagno di squadra. Jones terminò il Mondiale al terzo posto, mentre il titolo andò a Nelson Piquet. La vittoria a Las Vegas fu il suo dodicesimo e ultimo successo in Formula 1.

Il ritiro e il ricordo della famiglia

Dopo aver annunciato il ritiro alla fine del 1981, Jones tornò occasionalmente in Formula 1 con la Arrows nel 1983 e successivamente con la Beatrice-Lola nel 1985 e nel 1986. Al termine di quella stagione si concluse definitivamente la sua esperienza nella massima categoria, dopo 116 Gran Premi disputati, 12 vittorie, 24 podi e sei pole position. La sua attività sportiva proseguì anche in altre categorie. Nel 1978 aveva conquistato il campionato Can-Am e nel 1982 aveva vinto i campionati Australian Sports Sedan e GT al volante di una Porsche 935, imponendosi in tutte e nove le gare disputate. Nel 1993 era arrivato anche il successo alla 12 Ore di Bathurst, in Australia, con una Mazda RX-7. Negli anni successivi Jones era rimasto legato al mondo delle corse anche come commentatore televisivo delle gare di Formula 1 in Australia. La famiglia lo ha ricordato con un messaggio diffuso da Motorsport Australia. “Siamo profondamente addolorati nell’annunciare la scomparsa del nostro amato Alan, avvenuta il 5 novembre dopo una breve malattia. Ci mancherà moltissimo e sarà ricordato con affetto dalle persone a lui più vicine, così come dai tanti tifosi del cui sostegno è sempre stato grato”, ha dichiarato la moglie Amanda. Nel messaggio si legge inoltre: “Alan ha dedicato la sua vita al motorsport, costruendo un’eredità che continuerà a vivere attraverso le innumerevoli persone che ha incontrato lungo il suo cammino. Con i suoi risultati, la sua passione e il suo carattere inconfondibile, dentro e fuori dalla pista, ha lasciato un segno indelebile in questo sport, sia in Australia sia nel resto del mondo”.

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