Gli spettatori presenti sul circuito di Losail sicuramente non si sono annoiati. Dopo l’acuto di Bezzecchi nelle qualifiche, gli undici giri della sprint race sono stati pieni di spettacolo, manovre controverse, incidenti e polemiche a non finire. Poco dopo la partenza ottima di Bezzecchi, un rinato Bagnaia viene centrato in pieno dalla moto di Aldeguer, cadendo a terra dopo un volo terrificante. Il centauro italiano è cosciente ma è inevitabile la bandiera rossa per consentire di portarlo al centro medico per controlli.
La ripartenza vede Marquez più veloce di tutti ma il fattaccio arriva poco dopo, quando una sportellata dello spagnolo butta a terra Bezzecchi. La direzione gara decide di lasciar correre, causando le proteste dell’Aprilia ma a dare spettacolo è Martin, che si porta in testa dopo una rimonta epica. Alla fine, però, la frattura al braccio si fa sentire ed il pilota spagnolo scivola in terza posizione dietro a Di Giannantonio. Marquez potrebbe conquistare il suo decimo titolo se vincesse domenica e Martin non andasse a punti.
Spavento Bagnaia, sprint pirotecnica
I primi punti in palio nel weekend sono in palio nella sprint race con il circuito di Losail illuminato a giorno. Visto che i punti in questo momento della stagione pesano come macigni, massima tensione al via ma Bezzecchi parte bene, difendendo la testa dagli attacchi delle due Ducati ufficiali. Pecco Bagnaia parte benissimo, accodandosi al compagno di squadra Marquez ma la gara del campione piemontese finisce dopo neanche un giro nel modo peggiore possibile. Bagnaia viene tamponato nella staccata in curva 16 dalla moto dello spagnolo Aldeguer, andato lunghissimo: il centauro azzurro viene sbalzato dalla moto, vola alto per cadere pesantemente sull’asfalto. Bagnaia rimane cosciente ma le sue condizioni sono abbastanza serie da convincere la direzione gara ad esporre la bandiera rossa per consentire di trasportare l’italiano al centro medico. Una volta soccorso Bagnaia, la procedura di partenza è accorciata, con la sprint race che ora durerà solo dieci giri. La seconda partenza vede un Marquez molto più deciso che infila prima della staccata Bezzecchi e Di Giannantonio: nonostante la frattura all’ulna del braccio destro, Martin fa un capolavoro, risalendo fino alla sesta posizione in neanche un giro.
Lo spagnolo dell’Aprilia è scatenato e rischia di tamponare Fernandez prima di infilare il connazionale ed accodarsi al quartetto di testa. Bezzecchi affonda l’attacco al secondo giro ma Marquez si difende alla grande mentre Martin è il più veloce in pista e supera di slancio anche Zarco. Di Giannantonio, che in Qatar ha vinto tre anni fa, è un pessimo cliente ma il duello in testa costa caro a Bezzecchi, che finisce a terra dopo una sportellata con Marquez. Martin ne approfitta per mettere in rapida successione due sorpassi e balzare in testa: il connazionale gli rende il favore poco dopo ma la gara rimane aperta ad ogni risultato. Bezzecchi e l’Aprilia sperano nella squalifica di Marquez ma la direzione decide di lasciar correre, causando l’applauso ironico del responsabile della casa di Noale. A quattro giri dalla bandiera a scacchi, Marquez apre un po’ di luce su Martin ma, se le cose finissero così, per laurearsi campione dovrebbe aspettare comunque Portimão. Lo spagnolo dell’Aprilia paga il grande sforzo dei primi giri e fatica a tenere il ritmo di Marquez: gli ultimi due giri sono un calvario, con Di Giannantonio che supera Martin in curva 2. Marquez potrebbe laurearsi campione in caso di vittoria se il rivale non andasse a punti.
Pole per Bezzecchi, Martin soffre
Ad aprire il sabato delle due ruote sono state le qualifiche del primo pomeriggio, con un Bezzecchi in forma stellare. L’alfiere dell’Aprilia è ancora in corsa per il mondiale piloti ed ha approfittato di una pista veloce per confermare le indicazioni del venerdì e partire davanti a tutti per la quinta volta in stagione. La quattordicesima pole nella categoria regina del motomondiale è arrivata in maniera enfatica, demolendo il record del circuito qatariota e sfiorando la barriera psicologica dell’1:50. Il record fatto segnare dalla Ducati Vr46 di Fabio Di Giannantonio è durato neanche un giorno, per venire abbassato di quasi mezzo secondo. Alle sue spalle c’è il favorito d’obbligo del terzultimo appuntamento di questa lunga e massacrante stagione di MotoGp, il leader della classifica Marc Marquez.
Il campione spagnolo ha portato la sua Ducati Factory a 266 millesimi di secondo dall’Aprilia del Bez, inanellando una serie di giri molto veloci. Il decimo titolo mondiale dello spagnolo potrebbe arrivare già questa domenica ma le distanze dalla Ducati di Di Giannantonio non sono rassicuranti, solo 36 millesimi di secondo. Seconda fila altrettanto competitiva con le Aprilia Trackhouse di Fernandez e Ogura separate dalla Ducati ufficiale di un rinato Pecco Bagnaia, molto a suo agio sul tracciato arabo. La notizia più interessante in ottica mondiale è stata, però, la debacle di Jorge Martin: il rivale più pericoloso per Marquez ha fatto qualche errore di troppo e sembra attardato in quanto a ritmo gara. Partire dall’undicesima piazza non gli renderà certo la vita più facile.
