A meno di un mese dall'inizio della stagione 2026, che scatterà ufficialmente il 6 marzo con il weekend del Gran Premio d'Australia a Melbourne, la Formula 1 ha già attirato su di sé l'attenzione mediatica, e non solo per la curiosità di capire chi tra le pretendenti avrà interpretato al meglio il nuovo regolamento per realizzare la monoposto da inseguire, ma anche per comprendere l'indice di gradimento dei protagonisti in pista.
Il mal di pancia di Hamilton
Dopo il secondo giorno di test sul circuito di Sakhir in Bahrein, alcuni piloti hanno rilasciato delle dichiarazioni non proprio al miele nei confronti delle nuove vetture, e ovviamente a fare più rumore sono state quelle di chi il trofeo di campione del mondo lo ha alzato al cielo in più di una circostanza. Il primo a esprimere tutte le proprie perplessità è stato Lewis Hamilton, che senza troppi giri di parole ha bocciato l'eccessiva complessità del regolamento.
"L'altro giorno ho partecipato a una riunione in cui ci hanno spiegato tutto. È come se servisse una laurea per comprenderlo appieno", ha spiegato il sette volte iridato. Il recupero energetico è decisamente complesso, e impone di viaggiare a bassi regimi durante una buona parte del giro: "Se guardiamo a Barcellona, facciamo 600 metri di lift and coast in un giro di qualifica. Non è questo lo scopo delle corse", ha aggiunto il pilota della Ferrari.
Verstappen contro il regolamento
A non divertirsi in pista c'è anche Max Verstappen, talmente deluso dalla nuova modalità di guida controllata da lasciar intendere di essere pronto ad abbandonare il Circus per dedicarsi ad altro. "Più che guidare in verità si tratta di gestire", rivela l'olandese, "le sensazioni non sono da Formula 1, sembra più una Formula E sotto steroidi". "A me piace guidare a tutto gas e, al momento, questa è una cosa che non possiamo fare perché ha un grande impatto sull'energia", considera ancora, "a questo punto è meglio guidare in Formula E, perché è tutta una questione di energia e di gestione. Sono però consapevole di che cosa ci sia in gioco. Quando sarò in macchina darò sempre il massimo, questo è sicuro. Però, le mie sensazioni non sono così entusiasmanti".
C'è dunque qualcosa di più divertente da guidare? A quanto pare sì, e non sorprende se la dichiarazione arriva da un pilota in grado di spremere la monoposto fin oltre il suo limite. "In questa fase della mia carriera mi dedico anche ad altre cose fuori dalla Formula 1 che mi piacciono", ammette il pilota della Red Bull, "correre è la mia passione, l'unica cosa è che non mi piace guidare questa macchina. Alla guida devo divertirmi e qua vedo che siamo bloccati a causa di questi regolamenti".
L’attacco di Norris
Il campione del mondo in carica, dal canto suo, non ha perso occasione per attaccare il rivale, con cui non scorre buon sangue come dimostrato in più di un'occasione in pista quando i due hanno avuto occasione di misurarsi in un testa a testa. "Verstappen ha detto che potrebbe andarsene? Se vuole ritirarsi, può farlo. Nessuno lo obbliga a stare qui", ha dichiarato Lando Norris, accendendo già lo scontro a distanza con l'olandese. "Le sue parole sono state molto divertenti, se Max vuole ritirarsi, può farlo. La F1 è in continua evoluzione e a volte va meglio ed altre peggio", prosegue il pilota della McLaren, "ma in fin dei conti veniamo pagati cifre assurde e non ci si può lamentare.
"Per me è una sfida divertente, bisogna guidare in modo diverso e gestire in modo diverso, personalmente continuo a correre, a viaggiare per il mondo e a divertirmi un sacco, quindi, niente di cui lamentarmi", spiega ancora l'inglese, "Max ovviamente cercherà di vincere, non smetterà di provarci. Magari sorriderà un po' di meno, questo sì. Ognuno può farsi la sua opinione su questi regolamenti e decidere cosa pensare o cosa fare". "Nessuno dovrebbe lamentarsi o arrabbiarsi. A lui queste macchine potrebbero non piacergli? A me sì", conclude Norris, che a 3 settimane dal semaforo verde è già pronto a riaccendere la rivalità con il pilota olandese.