Multe anche a chi compra merce falsificata

L’INIZIATIVA Nel centro storico 200mila manifesti per informare anche i turisti. Collaborazione sul litorale con l’Assobalneari

Sono finiti i tempi in cui chi acquistava merce “irregolare” e falsa era considerato una vittima dell’abusivismo e della contraffazione commerciale, reati che venivano contestati solo ed esclusivamente al venditore di prodotti illeciti. Ora anche chi favorisce il mercato del “tarocco”, comprando oggetti non originali, sarà passibile di una sanzione amministrativa che oscillerà tra i 100 e i settemila euro.
Un’ammenda salatissima nella lotta alla contraffazione, frutto della “Legge Sviluppo”, un provvedimento approvato di recente dal Parlamento, che mira ad arginare il fenomeno. E la misura pecuniaria ha, repentinamente, ottenuto il “placet” della giunta capitolina. Che, sulla scia dell’ordinanza anti-borsone disposta dal sindaco Alemanno l’11 luglio dello scorso anno, ha dato il via, ieri, a «La qualità non si tratta: no al falso», una campagna estiva di sensibilizzazione e contrasto al commercio abusivo, patrocinata dal ministero dello Sviluppo economico. A illustrare le iniziative del progetto, l’assessore comunale alle Attività produttive, Lavoro e Litorale del Comune di Roma, Davide Bordoni: «La campagna intende informare i cittadini e i turisti sui rischi che si nascondono dietro l’acquisto di oggetti “taroccati”. Per questa ragione - prosegue - la città sarà tappezzata da duecentomila manifesti e verrà distribuito del materiale informativo, tradotto in italiano, inglese, francese e spagnolo, in zone strategiche: dal centro storico, alle piazze maggiormente battute dai flussi turistici (piazza Navona, San Pietro e Pantheon), fino ai 32 punti di informazione a loro riservati».
«Una sensibilizzazione capillare - spiega Bordoni - che coinvolgerà inoltre, in collaborazione con Assobalneari e Silb, ben 64 stabilimenti del litorale romano. L’obiettivo è sconfiggere l’abusivismo commerciale che, oltre a penalizzare il sistema produttivo capitolino e l’occupazione regolare, a favore del lavoro in nero, non tutela nemmeno la salute dei consumatori. Che acquistano, negligentemente, merce che non risponde alle norme sulla sicurezza».
E sui proventi delle future multe, l’assessore aggiunge: «Farò una proposta in giunta al mio collega al Bilancio, Maurizio Leo, affinché parte del ricavato vada a supporto del commercio legale e delle grandi vie commerciali romane».
Falsificazione e abusivismo sono nemici acerrimi per la diffusione del made in Italy anche a giudizio del sindaco Gianni Alemanno, che dice: «I cittadini devono essere responsabilizzati. Non possono più acquistare oggetti in commercio che non hanno nulla a che vedere con i prodotti di qualità. Una realtà che travalica i confini nazionali, dietro la quale si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali che vanno sgominate perché fatturano miliardi, che poi reinvestono in attività delittuose».
«Nella battaglia alla contraffazione, è fondamentale pertanto - conclude il primo cittadino - presidiare il territorio con l’intensificazione dei controlli da parte degli agenti di Polizia municipale, per cui abbiamo previsto corsi di formazione ad hoc, al via da settembre, volti all’aggiornamento sulle nuove disposizioni contenute nella norma nazionale. C’è la massima mobilitazione con la vigilanza per difendere i commercianti onesti e fare in modo che questi non abbiamo concorrenza sleale». Infine, l’appello del comandante generale della Municipale, Angelo Giuliani: «Il fenomeno dell’abusivismo è ben radicato nel territorio e difficile da debellare. Le azioni di contrasto all’emergenza devono essere effettuate tutto l’anno e non solo fungere da sistema tampone nel periodo estivo. Perché i mercati del “falso” sono come i fiumi carsici: scorrono, si nascondono, ma poi riemergono».

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