La morte di Francesco Guccini è arrivata inaspettata in questa calda giornata estiva ed è piombata in parlamento durante i lavori della Camera. “Prendo la parola per condividere una notizia molto triste: ci ha lasciato Francesco Guccini. Un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni, raccontare una visione. Credo che sia giusto che a settembre la Camera ricordi una delle figure più straordinarie del nostro tempo, della nostra musica, della nostra poesia, della letteratura”, ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd, intervenendo alla Camera. Una richiesta che ha ottenuto approvazione bipartisan. “La presidenza si associa alle condoglianze alla famiglia”, ha aggiunto la presidente di turno, Anna Ascani.
“Esprimiamo il massimo cordoglio e emozione per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini. Certamente di idee diverse dalle nostre, è riuscito con la forza dei suoi testi e della sua musica a unire intere generazioni aldilà delle appartenenze. Parliamo di vere e proprie poesie in musica che hanno raccontato la storia umana e gli umani sentimenti. Indimenticabili le sue canzoni di impegno politico contro le ingiustizie sociali, dalla Locomotiva e alla Primavera di Praga. In autunno proporrò un evento commemorativo alla Camera, come fatto con De Andrè e molti altri protagonisti della musica italiana, per consegnare la Medaglia della Camera in memoria”, ha dichiarato il presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone. Paola Frassinetti, Sottosegretario all’Istruzione e al Merito si è detta “addolorata per la scomparsa di Francesco Guccini. È stato un grande cantautore capace di colpire la sensibilità di tutti. Sono cresciuta con le sue canzoni struggenti, ma anche divertenti, che spesso erano poesia pura”. Con Francesco Guccini “se ne va uno dei grandi poeti del nostro tempo, un uomo che ha segnato la storia della musica italiana andando molto oltre la musica. Nelle sue canzoni generazioni di ragazzi hanno cercato e trovato pensieri, domande, inquietudini, sogni e frammenti della propria identità”, ha dichiarato Luca Zaia, ricordando che “ha raccontato l’Italia attraverso le storie delle donne e degli uomini che la abitavano, dando dignità alle vite comuni, alla memoria, alle radici e persino ai dubbi. Ha fatto riflettere, anche con prese di posizione forti e non comuni; ha creato appartenenza senza imporla, ha saputo parlare alla coscienza conservando sempre la libertà del poeta. Perfino in un titolo forte e indimenticabile come Dio è morto non c’era alcuna negazione della fede, ma la denuncia delle false certezze e la speranza, mai perduta, di una rinascita”.
“Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell’Italia intera. Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L’amicizia”, sono state le parole di Matteo Lepore, sindaco di Bologna, annunciando che “nei prossimi mesi Bologna saprà ricordarlo come merita”. Nel giorno del funerale a Bologna sarà proclamato lutto cittadino. Anche Elly Schlein ha ricordato Guccini: “Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verita’, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza”.
Per Fabrizio Sala, di Forza Italia, “seppure lontano anni luce dalle nostre posizioni, Guccini è stato un pezzo della storia d’Italia e dell’infanzia di molti di noi, vogliamo ricordarlo come un cantautore e scrittore importante della storia del nostro Paese”. Secondo Gianangelo Bof, di Futuro Nazionale, “è stato un artista che ha plasmato la cultura di generazioni: l’arte va ascoltata e fa riflettere, e Guccini ha fatto riflettere molte persone, ha dato spunti alla cultura del nostro paese”. Martina Semenzato, di Noi Moderati, ha ricordato che “quello di Guccini è stato il primo concerto cui ho assistito, in quarto ginnasio”. Matteo Renzi ha ricordato “la canzone della bambina portoghese. Ma anche Shomèr ma mi-llailah?. E tante altre meno conosciute insieme agli evergreen più famosi. Francesco Guccini “se ne va, le sue canzoni restano. Perché sono parte della nostra vita e lo saranno per sempre. La domanda di senso e l’impegno civile, l’amore e la politica: tutto in Guccini acquista profondità e bellezza. Un pensiero ai suoi cari e alla sua Pavan”, ha concluso. “Ci ha lasciato un grande poeta, un grande musicista e un uomo generoso che tutti noi, con affetto, chiamavamo il ‘maestrone’. Con la scomparsa di Francesco Guccini perdo un amico che solo poche settimane fa sono andato a trovare: mi piaceva chiacchierare con lui e mi mancherà poterlo fare ancora. Le sue canzoni hanno segnato la cultura di intere generazioni, comprese quelle più giovani, perché Guccini ha saputo trasmettere valori e cultura attraverso la sua musica e i suoi libri. Amatissimo da Bologna, la sua notorietà come musicista e come scrittore non era certo limitata all’Emilia. Una terra che ha fortemente amato e raccontato, con tutta la poesia dei suoi versi che tradivano il grande affetto che lo legava alla sua terra”, ha dichiarato in una nota Romano Prodi. “Un minuto di silenzio. E poi torniamo a cantarlo! A Francesco Guccini”, sono le parole di Pierluigi Bersani.
“Addio a Francesco Guccini. Con profondo dispiacere se ne va una delle voci più autentiche della cultura e della canzone d’autore italiana. Le sue parole hanno raccontato generazioni, dando voce ai valori della libertà, della memoria, della giustizia e dell’umanità”, ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Per la Toscana il suo nome resterà indissolubilmente legato a Pavana, il borgo dell’Appennino pistoiese che ha scelto come casa e che ha trasformato in un luogo dell’anima, rendendolo protagonista di pagine indimenticabili della sua musica e della sua narrativa. Le sue canzoni continueranno ad accompagnarci, perché i grandi artisti non ci lasciano mai davvero: continuano a vivere nelle emozioni che sanno trasmettere. Grazie di tutto Francesco”, ha concluso Giani.
