Alla fine anche Giorgia Meloni ha deciso di esprimere il suo pensiero nel giorno della scomparsa del cantautore Francesco Guccini.
“Ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. “Cirano” e “Cristoforo Colombo” sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale", ha dichiarato la presidente del Consiglio. Che poi ha aggiunto: “Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto - al di là delle differenze - sarà sempre la mia bussola”.
Il riferimento è agli ultimi anni in cui l’artista aveva rivolto parole dure nei confronti della premier, arrivando a dire che gli ricordava un fascista incontrato in passato e definendo il suo governo un “regime”. O ancora arrivando a definirla “furba” e “pericolosa”.
Il 25 aprile 2020, Guccini aveva pubblicato sui social una versione riadattata di “Bella ciao”, scrivendo: “Con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar. Ma noi faremo la Resistenza. Noi faremo la Resistenza come fecero i partigiani”.
Nonostante ciò, la premier aveva provato a invitare Guccini ad Atreju, ma il cantante declinò.
