È morta a 75 anni Bonnie Tyler, una delle voci più riconoscibili della musica internazionale e interprete di brani diventati inni senza tempo come Total Eclipse of the Heart, Holding Out for a Hero e It's a Heartache. La cantante gallese si è spenta in un ospedale in Portogallo, dove era ricoverata da settimane dopo una grave crisi di salute che aveva reso necessario un intervento chirurgico d'urgenza e, successivamente, il coma farmacologico. A dare la notizia è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato sul sito ufficiale dell'artista. "La famiglia e il team di Bonnie hanno il cuore spezzato nell'annunciare che Bonnie è morta inaspettatamente la scorsa notte in un ospedale in Portogallo, a causa della malattia per la quale era in cura", si legge nella nota. Una notizia che chiude una carriera lunga oltre mezzo secolo e consegna definitivamente alla storia della musica quella voce roca, potente e immediatamente riconoscibile che aveva trasformato una ragazza del Galles in una star mondiale. Tyler aveva attraversato generi ed epoche senza mai perdere la propria identità: dal country-pop degli esordi alle grandi ballate rock degli anni Ottanta, fino alle collaborazioni più recenti con i protagonisti della musica elettronica.
L'operazione d'urgenza
Le condizioni di salute della cantante avevano destato preoccupazione già all'inizio di maggio. Mentre si trovava in Portogallo, dove aveva una casa e trascorreva parte dell'anno, Bonnie Tyler era stata ricoverata per un problema intestinale che aveva richiesto un intervento chirurgico d'urgenza. Dopo l'operazione, i medici avevano deciso di sottoporla a coma farmacologico per favorire il recupero. Da quel momento erano iniziate settimane di grande apprensione, durante le quali la famiglia e il suo staff avevano diffuso aggiornamenti sulle sue condizioni. A metà giugno era arrivata una notizia che aveva riacceso le speranze: la cantante era uscita dal coma. Il quadro clinico, tuttavia, restava grave. Il suo portavoce aveva spiegato che Tyler era ancora "molto malata" e ricoverata in terapia intensiva, precisando che la ripresa sarebbe stata lenta. Giovedì mattina è arrivato l'annuncio della morte. "Diffonderemo a breve un'ulteriore dichiarazione, ma per il momento chiediamo privacy per affrontare questa tragedia", ha fatto sapere la famiglia.
I primi successi internazionali
Nata a Skewen, nel sud del Galles, Bonnie Tyler aveva costruito il proprio successo lontano dai percorsi più prevedibili. Prima di diventare una star internazionale si esibiva nei locali, dove venne notata dal talent scout Roger Bell durante una serata in un club di Swansea. Quell'incontro aprì la strada alla sua carriera discografica. Nel 1977 arrivò Lost in France, il singolo che cominciò a far conoscere il suo nome al grande pubblico. Ma fu un'altra canzone pubblicata nello stesso periodo a trasformarla in una cantante di fama internazionale. It's a Heartache, ballata sospesa tra country e pop, raggiunse il quarto posto nella classifica britannica dei singoli e il terzo nella Billboard Hot 100 statunitense. La voce ruvida di Tyler, così diversa da quelle che dominavano la scena pop dell'epoca, divenne il suo tratto distintivo. Era solo l'inizio. Il successo più grande sarebbe arrivato sei anni dopo, con una canzone destinata a superare il tempo, le mode e perfino le generazioni.
"Total Eclipse of the Heart", la canzone che cambiò tutto
Nel 1983 uscì Total Eclipse of the Heart. Non fu semplicemente una hit, ma uno dei brani simbolo dell'intero decennio. Drammatica, teatrale, costruita come un crescendo continuo, la canzone portò Bonnie Tyler al primo posto delle classifiche sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti. Con quel risultato la cantante diventò la prima artista gallese a conquistare la vetta della classifica americana dei singoli. A scrivere il brano era stato Jim Steinman, autore noto soprattutto per il lungo sodalizio con Meat Loaf e per una concezione della musica rock volutamente grandiosa, eccessiva e cinematografica. In origine la canzone si intitolava Vampires in Love ed era stata pensata per una versione musicale di Nosferatu. Nella voce di Tyler trovò però la sua forma definitiva. Quel timbro graffiato sembrava fatto apposta per sostenere la tensione del pezzo, passando dai momenti più intimi all'esplosione del ritornello. Il risultato fu una delle power ballad più celebri di sempre. La cantante non ha mai considerato quel brano un peso, nonostante abbia dovuto interpretarlo per migliaia di volte nel corso della sua carriera. "Non mi stanco mai di cantarla", aveva raccontato recentemente alla Bbc. "La amo perché tutti non vedono l'ora di cantarla". Total Eclipse of the Heart le valse anche una candidatura ai Grammy Awards. Altre due nomination arrivarono per l'album Faster Than the Speed of Night e per il singolo Here She Comes.
"Holding Out for a Hero" al cinema
Il rapporto artistico con Jim Steinman regalò a Bonnie Tyler un altro brano destinato a entrare nella cultura pop: Holding Out for a Hero. Energica, impetuosa e volutamente esagerata, la canzone venne registrata per la colonna sonora del film Footloose e divenne uno dei grandi inni pop-rock degli anni Ottanta. Anche in questo caso la forza del pezzo nasceva dall'incontro tra una scrittura teatrale e una voce capace di renderla credibile. Tyler non cantava semplicemente le sue canzoni, le interpretava come se fossero storie portate al limite, trasformando ogni ritornello in un'esplosione emotiva. Negli anni successivi Holding Out for a Hero ha continuato a vivere ben oltre il periodo della sua pubblicazione. È stata utilizzata in film, serie televisive, programmi e pubblicità, raggiungendo nuove generazioni di ascoltatori. Tra le apparizioni più celebri c'è quella in Shrek 2, che contribuì a riportare il brano al centro dell'immaginario pop. È stata proprio questa capacità di attraversare epoche e linguaggi diversi a rendere il repertorio di Bonnie Tyler così resistente. Molti artisti identificati con gli anni Ottanta sono rimasti legati al proprio periodo storico. Le sue canzoni, invece, hanno continuato a essere reinterpretate, remixate, utilizzate dal cinema e riscoperte dal pubblico più giovane.
Una carriera che non si è mai fermata
Il successo planetario degli anni Ottanta non segnò la fine della sua attività. Bonnie Tyler continuò a incidere dischi, esibirsi dal vivo e mantenere un rapporto costante con il pubblico, soprattutto in Europa. Nel 2013 rappresentò il Regno Unito all'Eurovision Song Contest, classificandosi al diciannovesimo posto su 26 partecipanti. Dieci anni più tardi ricevette una delle onorificenze più importanti della sua carriera: nel 2023 fu nominata MBE per i servizi resi alla musica. Anche negli ultimi anni aveva continuato a guardare avanti. Nel 2025 aveva pubblicato Together, una nuova versione da club di Total Eclipse of the Heart prodotta da David Guetta e Hypaton, portando ancora una volta il suo brano più celebre dentro un linguaggio musicale contemporaneo. Nel 2026, a 43 anni dalla sua uscita, la versione originale della canzone aveva superato il miliardo di ascolti su Spotify. Un traguardo che Tyler aveva accolto con il suo consueto entusiasmo. "Sono davvero felice. Se ci pensate, al mondo ci sono solo 8,3 miliardi di persone", aveva scherzato.
“L'eclissi” che riportò la sua canzone nel cielo
Pochi brani sono rimasti legati al proprio titolo quanto Total Eclipse of the Heart. Nel 2017 Bonnie Tyler era stata invitata a cantarla a bordo di una nave da crociera nei Caraibi proprio mentre un'eclissi solare attraversava gli Stati Uniti. Fu uno di quei momenti in cui musica e immaginario collettivo finirono per coincidere perfettamente. A decenni dalla sua pubblicazione, la canzone era ancora lì, pronta a trasformare un evento astronomico in uno spettacolo pop. Non era un caso isolato. Ogni nuova eclissi, ogni apparizione in un film o in una serie, ogni cover e ogni video diventato virale hanno riportato il brano nelle classifiche e nelle playlist. La sua longevità racconta forse meglio di qualsiasi premio la dimensione raggiunta dalla musica di Bonnie Tyler.
Più di cinquant'anni accanto al marito Robert Sullivan
Accanto alla cantante, per oltre mezzo secolo, c'è stato il marito Robert Sullivan. I due erano sposati da più di cinquant'anni e avevano condiviso una vita lontana, per quanto possibile, dagli eccessi della celebrità. Il Portogallo era diventato uno dei luoghi centrali della loro vita. Proprio lì Bonnie Tyler era stata ricoverata e aveva trascorso le ultime settimane, circondata dai familiari mentre il suo pubblico attendeva notizie sulle sue condizioni. Con la sua morte scompare una delle interpreti più riconoscibili della musica pop e rock degli ultimi cinquant'anni.
Resta una voce che non poteva essere confusa con nessun'altra e un repertorio che continua a risuonare molto oltre l'epoca in cui è nato. Bonnie Tyler aveva detto di non stancarsi mai di cantare Total Eclipse of the Heart. Il pubblico, a quanto pare, non si è mai stancato di ascoltarla.