Si sta parlando troppo poco di un pericolo che riguarda la radio ma, più direttamente, anche la libertà di tutti noi. Ossia della possibilità che le nuove auto non abbiano in dotazione una radio. Spieghiamoci. Secondo i dati dell'Agcom, sempre più case automobilistiche scelgono di eliminare il ricevitore radio tradizionale dai nuovi modelli, in particolare dalle auto elettriche compatte, che sono poi le più diffuse tra i giovani e nelle grandi città. Indipendentemente da ogni altra valutazione (che poi bisogna capire quali siano), è una scelta che frena e inibisce una abitudine consacrata da molti decenni, quella di ascoltare la radio durante i viaggi e gli spostamenti. L'altra settimana, proprio nella Giornata Mondiale della Radio, il presidente di Confindustria Radio Tv, Antonio Marano (nella foto), è intervenuto a Non stop news di Rtl 102.5 spiegando che «30 milioni di ascoltatori - dei 35 milioni che fanno parte dell'ascolto totale quotidiano- la fruiscono proprio durante i viaggi in auto».
Ma non è soltanto una questione di usanze e tradizioni: «Tutti gli editori si stanno muovendo in un solo modo per far capire alla politica che non siamo contro l'evoluzione, ma la tecnologia non può decidere cosa ascoltare», ha aggiunto Marano centrando esattamente il punto: la scelta della radio è ancora uno strumento di libertà. Toglierla sarebbe un errore. Grave.