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Musica

La prima a Sanremo di Will: “Resto me stesso, non so essere nient’altro”

Il talentuoso William Busetti è tra gli esordienti al festival di Sanremo: “Molte volte mi viene detto che dovrei essere più spinto, che dovrei espormi su qualche argomento. Ma la finzione non mi appartiene”

La prima a Sanremo di Will: “Resto me stesso, non so essere nient’altro”

Faccia da bravo ragazzo, educato e gentile. Nessuna polemica – almeno per il momento – e tanta voglia di fare bene. Will, al secolo William Busetti, sarà tra i protagonisti della settantreesima edizione del festival di Sanremo: reduce dalla “promozione” da Sanremo Giovani, porterà in gara “Stupido”, brano che ruota attorno alle molteplici declinazioni e sfaccettature dell'amore, inteso nella sua accezione più universale. Di questo e di molto altro ha parlato ai nostri microfoni.

Manca poco all’esordio a Sanremo…

“Io sono carico, carico di mille emozioni e di mille ansie. Essendo tra i volti nuovi di questo Festival, non sai mai la gente come ti prende: io cercherò di essere me stesso e di viverla come un’esperienza che puoi fare solo una volta nella vita”.

Ti senti un po’ sotto pressione? L’Ariston è una grande occasione dopo un percorso che ti ha visto anche a X Factor…

“Nonostante ci siano diverse cose in comune, c’è una grande differenza tra il mondo dei talent e il festival di Sanremo. Il mio passaggio a X Factor è stato totalmente allo sbaraglio: all’epoca avevo scritto una canzone di numero e l’ho presentata su quel palco importante. A dire la verità, se non ci fosse stato il Covid non avrei nemmeno partecipato: era un momento talmente vuoto e di noia che ho deciso di mettermi in gioco. Mi è servito, ma è passato talmente tanto tempo che non mi sento più nemmeno la stessa persona ed è normale che sia così. In quella fase della mia vita stavo andando in un’altra direzione: giocavo a calcio, la musica rappresentava una parte piccolissima. Poi, qualche mese dopo, è partito questo lungo viaggio”.

Will 2
Will 2 Will 2 (Cartella stampa)

Ti poni senza filtri e senza costruzioni: quanto è difficile emergere solo con la semplicità?

“Una bella domanda, perché spesso ci penso e ho avuto anche dei dubbi. Molte volte mi viene detto che dovrei fare di più e che dovrei essere più spinto, che dovrei espormi su qualche argomento. Potrei anche farlo, ma sarebbe qualcosa di finto, artificiale. Quindi sì, è difficile. Ma semplicemente perché magari da ‘persona di tutti i giorni’ puoi risultare meno interessante. Però è la cosa giusta, in questa fase della mia carriera non potrei fare altro. È una scelta ma anche una necessità: io sono questo, non so essere nient’altro”.

Prime impressioni sui tuoi colleghi?

“Mi piacerebbe lavorare con tutti, perché il cast di quest’anno è veramente completo, intergenerazionale. Copre decenni di musica. Io ho avuto l’opportunità di assistere a qualche prova ed è incredibile partecipare insieme ad artisti che riempiono gli stadi. L’esperienza sarà incredibile a prescindere da come andrà”.

Nella serata dedicata alle cover duetterai con Michele Zarrillo in “Cinque giorni”…

“Sono molto fiero di questa cosa. ‘Cinque giorni’ è una canzone che canto sempre, fa parte degli ascolti di casa. Ho contattato Michele Zarrillo con l’aiuto del mio discografico e lui ha detto subito sì, rivelandosi un professionista incredibile. È un artista che stimo immensamente, tra i più grandi della storia della musica italiana. E sono molto contento di come viene il pezzo insieme, non vedo l’ora di cantarla sul palco dell’Ariston”.

La cover dell'album "Manchester"
La cover dell'album "Manchester" La cover dell'album "Manchester" (Cartella stampa)

Il tuo primo album ufficiale – “Manchester” – sarà disponibile dal 10 febbraio: tre anni di lavoro, in controtendenza con la realtà di oggi, veloce e senza respiro…

“È una scelta molto ragionata, l’ho deciso durante il primo tour. Ero partito senza aspettative, un po’ scettico, considerando che la mia fan base non è molto attiva sui social. Quando è arrivato il momento di esibirmi, i locali erano sempre pieni e calorosi: in quel momento ho pensato a questo progetto. Un lavoro che racconta Will come persona e artista”.

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