Ambulanti nei corridoi del Cardarelli: vendono la merce agli allettati

Annunciata un’interrogazione al Consiglio regionale per capire di chi è la responsabilità di tale abuso

La scena è stata immortalata da un utente e inviata al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e al consigliere della seconda municipalità di Napoli Salvatore Iodice. Nella foto si vede un venditore ambulante abusivo in un corridoio dell’ospedale Cardarelli di Napoli, intento a “piazzare” la merce a un paziente in barella. “È una situazione allucinante. I pazienti già sofferenti per la loro condizione – ha detto Iodice – devono subire continuamente le insistenze di questi venditori, che non si fermano neanche davanti alle lamentele di persone sofferenti adagiate su delle barelle nei corridoi. Non capisco come facciano ad entrare ad ogni ora, evidentemente avranno il benestare della vigilanza all’ingresso”.

In merito alla vicenda è intervenuto anche il consigliere Borrelli, il quale annuncia un’interrogazione consiliare per capire di chi è la responsabilità delle scorribande dei venditori ambulanti. “Occorre verificare questa faccenda e porne fine. È un’indecenza – ha dichiarato l’esponente politico – che degli abusivi si infiltrino all’interno di una struttura ospedaliera. Non dovrà più essere permesso loro di entrare. Saranno presi provvedimenti seri”.

L'ospedale Antonio Cardarelli di Napoli è il maggior nosocomio della Campania e dell'intero Meridione, nonché il primo a livello nazionale per la cura dei grandi ustionati. La costruzione dell'ospedale iniziò nel 1927, (progetto ed esecuzione dell'architetto Alessandro Rimini) e fu terminata nel 1934 nel solo edificio centrale, destinato agli uffici amministrativi, mentre negli anni 1939-1940 furono completati i padiglioni retrostanti il corpo di fabbrica principale. L'intera struttura fu ufficialmente aperta e messa in funzione nel 1942.

Il complesso venne edificato su una collina, con alle spalle i Camaldoli e di fronte un'ampia spianata panoramica sulla città, e quindi ottimamente esposta nella zona dell'attuale Rione Alto ritenuta ideale sia per l'altitudine sia per la possibilità di collegamento rapido da diverse direttrici cittadine. Al nome previsto inizialmente (Nuovo Ospedale Moderno di Napoli) fu preferito quello di 23 Marzo; questo nome voleva ricordare, nel clima politico del tempo, la data di fondazione dei fasci di combattimento. Il 19 agosto del 1943 il complesso fu intitolato, definitivamente, ad Antonio Cardarelli clinico di chiara fama e famoso per le sue ricerche. L'eliporto presente nella struttura venne realizzato nel 1974; nel 1988 venne poi inaugurata la nuova struttura dedita all'ortopedia e alla riabilitazione; infine nel 1990 è stata aperta al pubblico la nuova struttura del pronto soccorso, che è tra i più attivi della regione.

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Commenti

Ernestinho

Mar, 28/01/2020 - 10:08

Ma i "controlli" all'entrata dell'Ospedale non funzionano?

Ritratto di rapax

rapax

Mar, 28/01/2020 - 10:14

Polizia, prefetture, questure, inconsistenti, inutili, vanno azzerati tutti e rifondati, magostratura compresa ma e' altra storia

Capricorno29

Mar, 28/01/2020 - 10:21

Ma l'ospedale è terra di nessuno? Il Dirigente dell'Ospedale e il Presidente della Regione che fanno dormono? Certo De Luca è troppo impegnato a fare il comico per pensare ai problemi dei napoletani...

Ritratto di tox-23

tox-23

Mar, 28/01/2020 - 10:44

Se fossi al controllo farei entrare tutti: nel caso qualcuno sia straniero se ti opponi scatta l'accusa di razzismo & allarme fascismo, perdi il lavoro, finisci nella macchina del fango mediatica e forse anche in un simpatico tribunale. In un certo senso capisco perché non li fermino all'ingresso.

Ritratto di gianky53

gianky53

Mar, 28/01/2020 - 11:04

Proprio così: di chi è la responsabilità? Di tutti, quindi di nessuno! Che poi succeda al Cardarelli, il più grande nosocomio della Campania e dell'intero Meridione, è soltanto un dettaglio. Ma è un nosocomio o un manicomio?