Bimbo ucciso a Cardito, sui telefoni le immagini delle violenze

Segni delle percosse e terrore nel volto di Giuseppe, estrapolati dai telefoni messaggi e immagini che dimostrerebbero come Tony era solito ricorrere alla violenza contro Giuseppe e la sorella

I bambini avevano già subito violenze dal compagno della madre. Questo dimostrerebbero conversazioni e immagini estrapolate dai telefoni, e alcuni video depositati nell’ambito del processo che si sta svolgendo presso la terza Corte d’Assise di Napoli per l’uccisione del piccolo Giuseppe Dorice, ammazzato a 7 anni nella mattina del 27 gennaio scorso a Cardito, in provincia di Napoli. Per il suo omicidio è imputato il compagno della madre, Tony Essobti Badre, reo confesso.

«Tony mi fai schifo. È venuta l'ambulanza…tu sei un animale, devi essere rinchiuso e devono buttare le chiavi... ti taglierei la testa...», è uno dei messaggi che il fratello di Tony gli inviò mentre il piccolo Giuseppe andava via in fin di vita con i segni evidenti delle percosse. Il testo è stato estrapolato dai cellulari dal perito nominato dalla Procura di Napoli nord, l’ingegnere Carmine testa, che ieri ha testimoniato in udienza. “Tony che hai combinato, hai fatto un altro guaio... stronzo”, scriveva ancora su Whatsapp il fratello in quegli attimi drammatici. Tony - si è poi ricostruito - aveva preso a bastonate quel bambino, il figlio della compagna, ed era uscito di casa. I messaggi inviati dal fratello - riportati da il Mattino – sono considerati di notevole interesse investigativo dalla procura di Napoli nord.

Altre conversazioni trovate sui telefoni sarebbero in grado di dimostrare che, anche prima dell’omicidio, Tony era solito ricorrere a comportamenti aggressivi per punire i due bambini e la loro mamma, Valentina Casa, anche lei imputata nel processo perchè ritenta responsabile di comportamenti omissivi. Su alcune foto rinvenute dai periti, si vedono i segni delle percosse sui piccoli. Cinque i video depositati in giudizio, che, per l’accusa, sarebbero in grado di documentare come Tony Badre usava abitualmente violenza con i figli della compagna. «Come è bellillo 'o ricchione...», così Tony si prende gioco di Giuseppe in un filmato registrato il 29 ottobre del 2018. Un anno più tardi, in un alto video, Giuseppe ha un giocattolo tra le mani e appare immobilizzato: “Sembra terrorizzato - ha raccontato in aula il consulente della Procura - è tremante, mentre Tony lo ammonisce dicendo 'Che stai facendo... muoviti, muoviti’. Ma il bimbo rimane paralizzato”.

Mentre la giustizia fa il suo corso – è stata fissata per il 19 febbraio la prossima udienza – la città di Cardito si prepara a celebrare un cerimonia commemorativa in occasione del primo anniversario dell’omicidio del piccolo Giuseppe. Domenica prossima alle 18,30 presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù sarà officiata una messa in suo ricordo. Seguirà una fiaccolata che si concluderà nella piazzetta che sarà intitolata a Giuseppe Dorice. “È passato appena un anno da quando il piccolo Giuseppe non c’è più, una delle pagine più tristi e buie della nostra comunità. Purtroppo nulla potrà portarlo indietro ma possiamo fare in modo di non dimenticarlo mai. Possiamo far sentire il nostro affetto e la nostra vicinanza, per fare in modo che tragedie come queste non accadano più”, è l’invito del sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo.

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Commenti
Ritratto di navajo

navajo

Gio, 23/01/2020 - 09:45

Per questi delitti, ignobili e atroci, va istituito, se non la pena di morte, il fine pena mai. Galera a vita senza alcuna possibilità di uscire.

Gipu

Gio, 23/01/2020 - 10:08

Bravo navajo!! Saremmo più orientati per la pena di morte! Se , in un cesto di frutta c'è una mela marcia ,cosa fai? La butti naturalmente, tutte chiacchiere inutili il resto! Questi sono mostri senza alcuna possibilità di redenzione! Purtroppo, con i giudici odierni, fra un pò sarà fuori, pronto a ricominciare!!!..E dopo che l'avremo mantenuto a sbafo! Sopra il conto!! Che paradiso l'Italia per i delinquenti!!!Gipu

gneo58

Gio, 23/01/2020 - 11:24

vedi Gipu, se tu con la pena di morte ti togli dai piedi un soggetto pericoloso questo non avra' mai il tempo per ripensare a cio' che ha fatto ed eventualmente "pentirsi" - in galera ci sguazzano come pesci in un acquario, "mangiati, bevuti, dormiti" ecc ecc. a spese nostre - io ho la soluzione per far si (questi come tanti altri colpevoli) che non possano piu' nuocere, che si arrangino da soli per il mantenimento e che abbiano tutto il tempo per ripensare a cio' che hanno fatto finche' morte naturale non li colga ma purtroppo non posso esternare.....

Korgek

Gio, 23/01/2020 - 13:29

@gneo58, sono d'accordo in parte, farei diversamente. Questa immondizia umana non merita nè un colpo in testa, nè un'iniezione letale. Semplicemente lo metterei in cella con altri detenuti incazzati (ma mooolto incazzati). Sarebbe la cosa migliore.