Detenuto con febbre alta morto nel carcere di Poggioreale

Il garante regionale: "Verifiche sui defibrillatori a Poggioreale e a Secondigliano". Un caso di autolesionismo nello stesso carcere

Un detenuto con la febbre alta morto nel carcere di Poggioreale, a Napoli. Aveva 34 anni ed era recluso in una cella del padiglione Milano. A darne notizia è il garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, che invita a fare verifiche sul defibrillatore, sia a Poggioreale che nel carcere di Secondigliano. “Ci giunge notizia – ha dichiarato, secondo quanto riporta il Mattino - che manchino le placche oppure che sono scadute”. Le condizioni della vittima si erano aggravate e il personale medico non ha fatto in tempo a chiamare il 118.

Ciambriello, poi, denuncia anche un caso di autolesionismo. Nella sezione “Protetti” del padiglione Avellino, un detenuto ha incendiano la stanza in cui si trovava. Poi, trasferito nel padiglione Livorno, si è procurato ferite sul corpo. «Sono ormai quotidiani gli episodi di autolesionismo nelle carceri, - ha commentato Ciambriello - Casi analoghi si sono verificati in questi giorni a Santa Maria Capua Vetere e nel carcere di Salerno». Per il garante è necessario “un aumento, immediato, del numero di agenti di polizia penitenziaria: di pomeriggio e di notte il personale è ridotto all’osso e un potenziamento del numero di infermieri e medici, soprattutto dopo le 14,30». Anche per il segretario dell’Uspp, Ciro Auricchio, «il potenziamento del personale non è più procrastinabile: gli agenti ormai lavorano in condizioni di enorme stress, lo denunciamo da anni, ma finora non ci è giunta nessuna risposta”.

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