Filmini hard, patti e punizioni, uno scandalo hot all'università

Nell’indagine sarebbero coinvolti anche venti studenti, i quali risulterebbero essere consenzienti nei confronti del docente per ottenere favori e privilegi

Molte volte gli esami non sarebbero proprio stati sostenuti dagli studenti, anche se poi comparivano normalmente nel sistema telematico dell’università. Un perverso giro di telefonate, incontri e trattative tra docente e allievi, che avrebbero offerto sesso in cambio di promozioni e buoni voti. Lo scandalo che ha travolto la facoltà di Giurisprudenza della Federico II di Napoli si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari. Ad incastrare il professore di Procedura civile Angelo Scala i filmati delle telecamere nascoste posizionate dalla Guardia di finanza nel suo ufficio.

Nell’indagine sarebbero coinvolti anche venti studenti, i quali risulterebbero essere consenzienti nei confronti del docente per ottenere favori e privilegi. Scala, oltre alla Federico II, è anche rettore reggente all’università di Benevento “Giustino Fortunato”. Attualmente, sospeso per nove mesi dall’attività, è accusato da un pool di magistrati di induzione indebita a dare o promettere utilità e falsità ideologica.

Oltre a garantire il superamento degli esami nella sua materia, secondo l’accusa, il docente si sarebbe offerto anche di aiutare i propri alunni in altre discipline, grazie a mediazioni o raccomandazioni ad altri colleghi docenti, anche se fino a questo momento, dall’indagine non sono emersi comportamenti scorretti da parte i ulteriori insegnanti. La svolta a gennaio scorso con le prime perquisizioni e le convocazioni in Procura di alcuni studenti.

I giudici puntano a scoprire quanti esami sarebbero stati truccati. Da parte sua Scala ha respinto tutte le accuse e attraverso il suo legale ha voluto evidenziare come la sua condotta sia stata irreprensibile, sentendosi colpito sul piano umano, professionale e accademico.

Il grave quadro indiziale emerso a carico di Scala aveva indotto i magistrati a chiedere l’incarcerazione del docente, misura poi mutata in arresti domiciliari a causa dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, tuttavia, ha in seguito optato per la semplice interdizione professionale.

Qualche mese fa è esploso, in maniera virulenta, un altro scandalo, il caso di un docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli accusato di molestie sessuali da un gruppo di studentesse. La vicenda, partita in sordina, è esplosa fragorosamente quando una delle ragazze ha deciso di esporsi in prima persona raccontando attraverso un video, la sua storia. Fino a quel momento le testimonianze erano state raccolte solamente dagli inquirenti, che hanno indagato sull’insegnante, un professionista noto anche nel mondo dello spettacolo.

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Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Ven, 08/05/2020 - 17:17

esattamente come in tutti gli atenei del mondo!