Sesso in cambio di esami all’Università Federico II: docente sospeso

L'insegnante, ricevuta l’ordinanza di sospensione, ha presentato le sue dimissioni dall’ateneo e chiesto di essere immediatamente interrogato alla presenza del proprio legale

Una vicenda che, se confermata, rappresenterebbe un gravissimo scandalo sessuale, ha coinvolto in queste ore la facoltà di giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli. Nel corso della mattinata odierna, infatti, gli uomini della polizia giudiziaria del nucleo Pef hanno dato esecuzione a un’ordinanza di sospensione dal pubblico ufficio, della durata di nove mesi, nei confronti di Angelo Scala, professore di diritto processuale civile presso l’ateneo federiciano e l’università telematica Giustino Fortunato di Benevento (dove era stato anche rettore, fino a novembre scorso).

Le accuse contestate riguarderebbero i reati di falso e induzione indebita. Secondo gli inquirenti, Scala avrebbe infatti chiesto prestazioni sessuali a diversi studenti del suo corso in cambio del superamento degli esami. Il docente, ricevuta l’ordinanza di sospensione, ha presentato le sue dimissioni dall’ateneo e chiesto di essere immediatamente interrogato alla presenza del proprio legale, respingendo in maniera ferma le accuse mosse dalla Procura napoletana.

L’inchiesta che ha portato alla formulazione delle accuse contro l’insegnante della Federico II è stata condotta dai pubblici ministeri John Woodcock e Francesco Raffaele assieme al procuratore Giovanni Melillo, che ha coordinato le indagini della guardia di finanza. Le attività investigative degli inquirenti sono state corroborate da una nutrita serie di testimonianze rese in merito alla vicenda da un gruppo di studenti universitari.

Il grave quadro indiziale emerso a carico di Scala aveva indotto i magistrati a chiedere l’incarcerazione del docente, misura poi mutata in arresti domiciliari a causa dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, tuttavia, ha in seguito optato per la semplice interdizione professionale. La Procura ha, inoltre, disposto una serie di perquisizioni e sequestri al fine di acquisire ulteriore materiale che possa far luce su quello che, già dalle prime avvisaglie, rischia seriamente di trasformarsi in un nuovo terremoto per il mondo universitario napoletano.

Qualche mese fa è esploso, in maniera virulenta, il caso di un docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli accusato di molestie sessuali da un gruppo di studentesse. La vicenda, partita in sordina, è esplosa fragorosamente quando una delle ragazze ha deciso di esporsi in prima persona raccontando attraverso un video, la sua storia. Fino a quel momento le testimonianze erano state raccolte solamente dagli inquirenti, che hanno indagato sull’insegnante, un professionista noto anche nel mondo dello spettacolo.

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