Clochard e pure un centro sociale nella galleria "gioiello" di Napoli

Ancora fermo il rilancio della Galleria Principe di Napoli. Chiusi e vuoti quasi tutti i locali assegnati a imprenditori e associazioni. Disagi per la presenza di senzatetto che trovano ricovero sotto i porticati

“Vedo i pavimenti lucidi, puliti. C’è ordine. Questa galleria è bellissima, però non c’è niente, non c’è animazione. È morta”, commenta Adriana. Sta passeggiando con il marito nella Galleria Principe di Napoli. Il complesso monumentale, nato nella seconda metà del diciannovesimo secolo, da tempo attende un rilancio. I locali sono stati assegnati in concessione d’uso a imprenditori e associazioni risultati vincitori di un avviso pubblico indetto dal Comune di Napoli nel 2015. Ma sono ancora quasi tutti chiusi e deserti. Un tempo ospitavano principalmente uffici comunali. Su alcuni ci sono ancora le vecchie insegne dei vigili urbani e della tesoreria comunale. Sbirciando dalle vetrate, si vedono stanze vuote, impalcature di sostegno, e - dove c’è - dell’arredamento impolverato. Un paio di locali sono occupati abusivamente: delle bandiere rosse marcano gli spazi di cui si è impossessato un centro sociale dal 2013.

Nando Cirella è uno dei pochi commercianti già operativi in galleria. Da un paio di anni gestisce un bar vicino all'ingresso che si apre su piazza Museo Nazionale . “Si è perso un po’ di tempo perché, prima, un gruppo di imprenditori assegnatari si è tirato indietro. Poi, c’è stata la chiusura che ha ritardato ulteriormente l’avvio delle attività. Ora dipende tutto dagli imprenditori”, ha raccontato. Rimasta inaccessibile per un anno in seguito alla caduta di calcinacci, la Galleria Principe è stata riaperta al pubblico solo a giugno scorso, al termine di lavori di messa in sicurezza costati al Comune di Napoli circa 60 mila euro. Da allora le sue pareti sono coperte da una rete di protezione.

L’opera, oggi, risulta avvolta da un silenzio desolante. A sorvegliarla ci pensano i custodi della Napoli Servizi, società partecipata del Comune di Napoli. Aprono i cancelli alle 7 e li chiudono alle 8 di sera. Capita che debbano affrontare ragazzini che giocano a pallone o persone che entrano con le bici. Problemi ne incontrano spesso al momento della chiusura, quando devono far uscire alcuni dei senzatetto che trovano riparo sotto la volta di vetro e ferro. “Qualcuno, a volte, è ubriaco e non vuole andare via”, ha rivelato Mariano Cosacchi. “Qualche collega – ha poi raccontato - è stato aggredito e si è dovuto difendere. Anche se chiamiamo le forze dell’ordine, o non hanno macchine a disposizione o non hanno la possibilità di venire, oppure, per le loro condizioni lavorative, arrivano con un po’ di ritardo. Il più delle volte ce la dobbiamo risolvere noi la faccenda con i senza fissa dimora”.

Sono decine i senzatetto che di notte trovano ricovero sotto i porticati della galleria. Di mattina i loro giacigli spariscono. Gli operatori dell’Asìa passano a rimuoverli e gli addetti della Napoli Servizi provvedono alla pulizia. Qualche clochard può succedere che resista allo sgombero e che si fermi a dormire anche in pieno giorno sotto un ammasso di coperte.

La presenza dei clochard causa non pochi disagi ai commercianti. “Dalla mattina alla sera fanno ciò che vogliono e il degrado aumenta. Tutti i loro bisogni, anche fisiologici, li fanno per strada. Tutti i loro averi (coperte, vestiti) li lasciano per strada. Poi, purtroppo, è tutta gente che beve”, afferma Nando Cirella. “È capitato - racconta l’esercente - che un senzatetto facesse i suoi bisogni fisiologici davanti a tutti. E le persone rimanevano scandalizzate. Ci chiedevano perché succedesse una cosa del genere al centro di Napoli”. Cirella è il commerciante che di recente ha segnalato la presenza di topi in galleria con una foto finita sui giornali. Ritiene che ad attirarli siano gli avanzi di cibo lasciati a terra dai senza fissa dimora. Sul suo smartphone conserva le immagini che documentano lo scempio che si consuma ogni giorno sotto a quei porticati dove passano tanti turisti. Di fronte c’è il Museo archeologico nazionale di Napoli. “Nei miei contenitori della raccolta differenziata - riferisce - fino a qualche tempo fa io mi trovavo i cartoni con le rimanenze che una pizzeria distribuiva ai senzatetto. Li buttavano senza toccare niente”.

Sono tante le associazioni e i privati cittadini che ogni sera arrivano per distribuire pasti ai senzatetto. Ma, secondo quanto riportano i commercianti del posto, molti di quegli alimenti finiscono a terra, spesso intatti, creando problemi di decoro e igienici. “Il problema è nel sovraffollamento di associazioni e privati che qui provano ad aiutare queste persone in difficoltà, perché talvolta il cibo diventa troppo e si finisce per imbrattare i porticati. L’ente che poi si occupa della pulizia, la mattina inizia alle 6 e ci vogliono un po’ di ore per pulire tutto quello che è successo la sera prima. Con i vestiti poi può accadere anche qualcosa di più grave, perché si mettono anche a venderli qua fuori”, riferisce Mimmo, che in un locale all’ingresso della Galleria Principe organizza dal 2017 concerti di musica napoletana. La sua associazione ha ottenuto uno dei locali assegnati con l’avviso pubblico del 2015. Paga 830 euro al mese e ogni sera si trova ad accogliere gli avventori in questo scenario. Il pubblico che gremisce la sua sala solitamente è costituito da molti turisti, tanti sono stranieri. “Va bene che le associazioni vengano – sostiene - ma anche quello va gestito”.

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Commenti

Capricorno29

Mar, 28/01/2020 - 10:12

Perchè non fa lì un bel centro di accoglienza così dimostra ai turisti la bontà del sindaco napoletano...