Si torna a parlare di quanto avvenuto a Roma lo scorso 7 gennaio del 2024, quando in via Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano, un gruppo di persone si riunì per commemorare la strage del 1978. In quell'occasione, oltre al rito del "presente", vennero fatti anche numerosi saluti romani da parte dei partecipanti. Gesto che ha poi portato all'apertura di un'indagine per apologia di fascismo.
A finire al centro dell'inchiesta ben 29 persone, tra cui anche Gianluca Iannone, fondatore e leader storico di CasaPound Italia. La vicenda destò grande agitazione nell'opinione pubblica. PD, M5S e AVS sono letteralmente insorte contro il governo, chiedendo lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste, rivolgendosi direttamente al ministro Piantedosi, mentre i partiti che compongono l'esecutivo hanno condannato l'accaduto ribadendo però l'importanza di tutelare la libertà di ricordo.
A distanza di due anni, ecco arrivare la risposta del giudice per le indagini preliminari. Proprio nella giornata di oggi, venerdì 20 febbraio, il gip del tribunale di Roma ha prosciolto le 29 persone indagate, fra le quali anche Gianluca Iannone. Secondo il giudice, infatti, non vi è "nessuna previsione di condanna". Non ci sono dunque i presupposti per sostenere l'accusa. In sostanza, il saluto romano eseguito durante commemorazioni funebri non può essere considerato punibile a meno che non vi sia un concreto pericolo di ricostituzione del partito fascista.
"È stata rispettata la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi
45 anni. Oggi si chiude un processo, mentre di fatto sono ancora impuniti e sconosciuti gli assassini di Acca Larenzia", ha dichiarato Domenico Di Tullio, avvocato difensore di uno dei soggetti indagati.