Niente carcere per Angelo Simionato, il 22enne che lo scorso 31 gennaio ha partecipato agli scontri di Askatasuna a Torino. Il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso della procura di Torino, che aveva chiesto per lui l’aggravamento della misura cautelare, confermando di fatto la decisione del gip. Quindi, Simionato resta agli arresti domiciliari: una misura decisa a fronte del fatto che è stato riconosciuto nei filmati in cui un gruppo di soggetti picchiava l’agente di polizia Alessandro Calista, che si era staccato dal suo gruppo, usando anche un martello.
Simionato non impugna il martello nelle immagini che sono state diffuse, è stato riconosciuto per via del giaccone rosso indossato in quella circostanza, ma era lì mentre un altro soggetto, ancora non identificato, colpiva l’agente con il martello. Il tribunale del Riesame ha motivato la propria decisione non riscontrando elementi nuovi investigativi rispetto a quelli già individuati dal gip, pertanto ha considerato valida la sua decisione, confermandola e ritenendo gli arresti domiciliari una misura congrua. Secondo il gip, infatti, Simionato ha dimostrato “ingenuità operativa” presentandosi sul luogo degli scontri con un giubbotto rosso che lo ha reso immediatamente riconoscibile (e non nero come tutti gli altri) e senza protezioni di alcun tipo che potessero travisarne la figura. La stessa valutazione è stata usata per Matteo Campaner e Pietro Desideri, per i quali il gip aveva disposto l’obbligo di firma, confermato dal Riesame.
Loro tre non sono comunque gli unici soggetti indagati per le violenze del 31 gennaio, per le quali le indagini sono comunque ancora in corso: sono decine le persone attenzionate o indagate per le quali non sono state disposte misure cautelari ma che comunque vengono considerate responsabili in concorso per le devastazioni della manifestazione per Askatasuna.
Furono decine i poliziotti feriti durante quella manifestazione, durante la quale venne dato alle fiamme anche un blindato della polizia con un agente ancora a bordo, salvato dai colleghi della guardia di finanza, intervenuti tempestivamente per evitare conseguenze peggiori.