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Attentato incendiario al cronista, arriva la scorta per Adriano Cappellari: “Io non mollo”

Al giornalista vicentino assegnata una tutela di quarto livello. Sarà accompagnato dai carabinieri dopo le intimidazioni subite

Attentato incendiario al cronista, arriva la scorta per Adriano Cappellari: “Io non mollo”
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Misure di protezione in arrivo per Adriano Cappellari. In seguito all'attentato subito lo scorso sabato 30 maggio, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha assegnato la scorta al 20enne cronista del Giornale di Vicenza e de L’Altopiano.

Al giovane giornalista è stata assegnata una tutela di quarto livello, il che significa che sarà accompagnato in ogni spostamento da due carabinieri su un'auto non blindata: Cappellari, la cui protezione almeno per il momento non prevede un piantonamento fisso sotto l'abitazione, dovrà comunicare i propri spostamenti in anticipo ai militari per essere prelevato.

Questo tipo di vigilanza viene in genere stabilito dall’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale qualora si valuti un livello di minaccia potenziale ma non imminente, ovvero quando l'esposizione al rischio è considerata generica o di entità modesta. Gli uomini dell'Arma incaricati di tutelare l'incolumità del giovane cronista con una sorveglianza continua potranno scegliere se indossare o meno la divisa, tentando comunque di operare in modo discreto il più possibile così da ridurre al minimo l'impatto sulla sua vita quotidiana.

Intervistato dal Giornale di Vicenza, Cappellari ha così commentato la decisione. "La prima volta che sono stato scortato è stata per raggiungere l’evento 'Giovani in festa' a Bassano dove ho incontrato don Maurizio Patriciello", spiega il giornalista al quotidiano. "Da una parte la scorta mi rende più sereno, dall’altra però mi devo ancora abituare, poiché mi costringe a organizzare anticipatamente ogni mio movimento per comunicarlo ai carabinieri", aggiunge.

"L’auspicio è che questa situazione duri il meno possibile grazie all’identificazione dell’autore delle intimidazioni", si augura il cronista, "affinché non solo io ma tutta Enego possa ritornare alla normalità.

Spero che questa disposizione di protezione, segno di presenza e determinazione delle forze dell’ordine, possa spingere chi mi sta minacciando a fargli compiere qualche errore. Io comunque non mollo e continuerò a scrivere i miei articoli, non gli darò la soddisfazione di lasciare, che è proprio quello che vuole".

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