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“Chiedo aiuto al Papa”. L’appello disperato della mamma del bimbo col cuore “bruciato” a Domenica In

In collegamento con Tommaso Cerno e Mara Venier, Patrizia Mecolino ha ripercorso quei giorni strazianti: “Mi hanno detto solo che il cuore non partiva”

“Chiedo aiuto al Papa”. L’appello disperato della mamma del bimbo col cuore “bruciato” a Domenica In
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“Aspettavamo da due anni questo trapianto, ma non è andata come speravamo. Mi hanno chiamato dopo l'operazione dicendomi che c'era un problema e il cuoricino non partiva”. Inizia così il racconto a Domenica In di Patrizia Mercolino, mamma del piccolo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dove ha ricevuto un cuore per il trapianto che, purtroppo, è arrivato gravemente danneggiato dopo essere entrato a contatto con ghiaccio secco durante il trasporto. “Poi con il mio avvocato abbiamo cercato di capire presentando delle denunce. Infine qualche anima buona ha fatto sapere ai giornali il vero motivo per cui mio figlio lotta tra la vita e la morte”.

La donna ha parlato in esclusiva nel programma domenicale di Rai Uno, intervistata dal direttore de il Giornale Tommaso Cerno e da Mara Venier. “Tutti gli italiani sono al suo fianco”, ha sottolineato il direttore facendosi portavoce del sentimento di un intero Paese che sta sperando che un miracolo possa ora accadere. “Io al momento provo tanto dolore e ho solo voglia che mio figlio torni a casa”, ha dichiarato la donna. “Non cerco e non voglio la morte di nessun bambino”, ha aggiunto, “io vorrei fare un appello al Papa, che mi aiutino a trovare un cuoricino per mio figlio compatibile, cerco solo questo”. Ci ha tenuto a specificarlo considerando la natura di una filiera di trapianto.

“Patrizia ha detto una cosa”, ha aggiunto il direttore Cerno a Domenica In, “ha detto ‘io non voglio che muoia un altro bambino’, perché quello che noi dobbiamo capire è che il cuore che può salvare suo figlio viene da un altro bambino che è morto: quindi c’è quest’altra tragedia”. Durante il collegamento con Domenica In, l’avvocato Francesco Petruzzi ha letto in diretta il referto dell’Ospedale Bambin Gesù, che ha certificato l’impossibilità per il piccolo di poter ricevere un altro trapianto: “Il paziente in classe di rischio Pedimax presenta controindicazioni contingenti maggiori, emorragia cerebrale e infezione attiva, associata a un quadro di condizioni sistemiche incompatibili con trapianto simultaneo combinato e a fattori clinici prognostici altamente sfavorevoli per ritrapianto precoce.

Alla luce degli elementi clinici disponibili non si ravvisano indicazioni a procedere al ritrapianto cardiaco allo stato attuale”. Parole che, inevitabilmente, hanno gettato nello sconforto lo studio. Ora si attende un terzo parere da una struttura europea.

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