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Missili iraniani e frasi choc, nuova bufera su Baya: oggi ospite dei 5Stelle alla Camera

Il portavoce della moschea Taiba rilancia dopo le polemiche e rivendica il sostegno alla “resistenza” iraniana, libanese e palestinese nel giorno dell’evento a Montecitorio

Missili iraniani e frasi choc, nuova bufera su Baya: oggi ospite dei 5Stelle alla Camera
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Siamo all’assurdo: dopo che Brahim Baya, il portavoce del centro Rayan e della moschea Taiba di Torino, ha elogiato i missili iraniani oggi, giorno in cui sarà ospite dei 5Stelle alla camera, ha rincarato la dose con un altro video: “Sta montando la polemica sul ‘viva i missili’ anche da parte di coloro che sono più vicini a me. Diciamo, a questi che mi criticano (riferendosi alle persone più prossime a lui ndr), perché ai criminali sionisti non rispondo, chi è che dovrebbe stabilire cosa possiamo dire e cosa non possiamo dire? Qualsiasi nostra parola può essere usata contro di noi, tanto vale usare tutte le parole che possiamo e dobbiamo usare nel momento in cui dobbiamo usarle”.

Punto primo l’elemento interessante, che denota la gravità delle frasi pronunciate da Baya, e che ci sono elementi appartenenti alla comunità islamica che lui frequenta che gli hanno manifestato il loro dissenso per aver esaltato uno strumento di guerra. Punto secondo, nessuno strumentalizza alcuna frase, perché tifare per dei missili che uccidono dei civili non ha una seconda interpretazione, è fattuale.

Ma Baya prosegue e peggiora il quadro: “Qui c’è un paese che viene attaccato, aggredito, vengono bombardate scuole, uccise bambine, bombardati ospedali, e ha uno strumento di risposta che sono questi missili, che sono l’unico mezzo di deterrenza rispetto a questa aggressione che sta subendo. Io come persona, che si schiera per la giustizia, non possono non essere a favore dei missili che sono l’unico strumento di resistenza. Io non sono un pacifista, io sono per la giustizia e per la resistenza sempre. Quindi quando sono con la resistenza palestinese sono anche con la resistenza libanese e quella iraniana”. Resistenza palestinese equivale ad Hamas, quella libanese ad Hezbollah, quella iraniana al regime degli Ayatollah.

E oggi questo soggetto, che ammette di non essere pacifico, entrerà nel luogo che rappresenta la massima espressione della democrazia, il parlamento italiano, grazie a chi ha organizzato questo evento.

Ovvero la deputata del partito di Giuseppe Conte, Stefania Ascari, la stessa che ha fatto partecipare ai convegni anche Mohammad Hannoun, oggi in carcere con l’accusa di rappresentare i terroristi di Gaza in Italia. Forse dopo i fatti di Genova, che hanno portato al suo arresto, la Procura di Torino potrebbe prendere in considerazione anche le esternazioni di chi, come Baya, legittima leader del terrorismo e bombe.

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