Tutto fa pensare che le giornate di manifestazione e violenze siano appena cominciate e che continueranno a lungo. Come annunciato dal Movimento 17 Ottobre, neonato gruppo di protesta, i cortei continueranno a scendere nelle piazze, in una mobilitazione a oltranza.
A conferma di ciò, sul gruppo Telegram del movimento sono comparse le locandine ufficiali dedicate a ogni singola città che sarà interessata dalla protesta. L’appuntamento, rivolto a tutti, è per il giorno di sabato, dalle ore 15.00. Non importa quale sia la zona d’Italia, i raduni funzioneranno allo stesso modo.
Ogni città ha la sua locandina, recante il messaggio: “Mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”. A differenziare un manifesto dall’altro è la scelta del simbolo. Ciascuno ha raffigurato uno strumento legato al lavoro manuale, quasi a voler rimarcare una sorta di legame con il popolo comune.
Per Milano – appuntamento in piazza Duomo – è stato scelto il classico seghetto per il metallo, per Roma – circo Massimo – la falce usata dal contadino. E, ancora, a Torino – piazza Castello – è stato assegnato un carretto. A Firenze – piazza Santa Maria Novella – una roncola. A Bologna – piazza Nettuno – un mantice. E così via.
Insomma, tutto pronto per il prossimo sabato, e per le settimane a seguire.
Intanto nelle città cresce la paura. I negozianti hanno paura di riaprire i propri esercizi commerciali, e non li si può biasimare, considerate le immagini che sono arrivate da Milano e i contenuti di certe chat, in cui si sceglievano i negozi da prendere d’assalto.
Sale la psicosi, alimentata anche da notizie di dubbia veridicità. Le persone, terrorizzate, dialogano sui social, si scambiano informazioni e in questo modo si spargono anche fake news. Ci sono messaggi o vocali in cui si parla di eventi disastrosi, si annunciano attacchi alle università e alla persone, e si consiglia di restare a casa. Nei gruppi di Milano ci sono addirittura liste di quartieri da evitare.
Si leggono post come questo: “Sappiate che hanno intenzione di incendiare università, come Bocconi, Iulm, ecc”. C’è poi chi esprime preoccupazione per le donne, perché “vogliono organizzare uno stupro di massa di ogni ragazza che si trova in giro in città”. E, ancora: “Hanno fatto un ulteriore gruppo per violentare domani le ragazze”.
Informazioni di questo genere – non verificate e diffuse semplicemente per mezzo dei social – non fanno altro che accrescere l’incertezza e le paure. Ci sono soggetti particolarmente sensibili che in determinati giorni rinunceranno a uscire di casa per paura di imbattersi in qualche pericolo.
Alcuni di questi messaggi non vengono condivisi con l’intenzione di nuocere. Si tratta di persone preoccupate che, agendo in questo modo, spaventano altri cittadini. In certi casi, invece, siamo di fronte a veri e propri attacchi studiati per far salire la tensione.