I due poliziotti vittime della ferocia dei manifestanti di Torino parlano per la prima volta di quanto accaduto sabato. Ancora scossi e con giorni e giorni di prognosi che li attendono, hanno deciso comunque di spiegare la triste dinamica che li ha visti protagonisti: “Sono ancora un po’ confusi i ricordi di quei momenti. Eravamo impegnati negli scontri già da un po’ e in quel particolare momento ci siamo trovati accerchiati. Era una situazione particolarmente intensa in cui sono saltati gli schemi. Quando ho visto il collega accerchiato e aggredito mi sono subito diretto verso di lui e l’ho protetto con lo scudo, come avrebbe fatto qualsiasi altro collega se lo avesse visto prima di me”, esordisce così Lorenzo Virgulti, che ha soccorso il poliziotto massacrato di botte. Ed è proprio quest’ultimo, Alessandro Calista, a fornire la sua versione con un volto decisivamente scosso, ma con la tenacia di chi vuole tornare più forte di prima: “Mi sento bene, un po’ amareggiato. Ero a Torino per una manifestazione che si è rivelata essere molto violenta. E da lì c’è stata solo un’escalation di violenza da parte dei manifestanti nei contenti degli operatori di polizia. Doveva essere una manifestazione pacifica, ma si è rivelata tutt’altro”.
Ma lui, come si è sentito? “Penso che chiunque avrebbe avuto paura. Con tutti gli addestramenti che facciamo, sono riuscito a gestire al meglio la paura. Voglio ringraziare la squadra, che è sempre stata vicino a me nonostante il video dicesse il contrario, ma smentisco tutto perché erano vicini, ma gli attacchi dei manifestanti arrivavano da tutte le parti, quindi cercavano di contenere un po’ il tutto. Mi sono ritrovato nella ressa, mi hanno spinto giù e da lì è successo quello che è successo. In particolare, ci tengo a ringraziare il mio angelo custode Lorenzo che mi ha tirato via da quel casino. Mi ha salvato la vita e gli devo la vita”.
"Sono rimasto inorridito da quella aggressione al poliziotto, al quale esprimo la mia solidarietà".
E' quanto ha detto, secondo quanto è trapelato, uno dei due uomini arrestati per resistenza a pubblico ufficiale per gli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione pro Askatasuna. L'occasione è stata l'udienza di convalida dell'arresto. L'uomo, sempre secondo quanto si è appreso, ha dichiarato di essere stato presente al corteo ma di non avere preso parte attiva agli incidenti.