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Bimbo trapiantato, c'è un nuovo cuore disponibile. Il legale: "È compatibile"

La madre del bambino è stata convocata in ospedale. Valutazioni in corso per sapere se l'organo sarà assegnato al piccolo essendoci altri in lista. In caso positivo, l'intervento sarà effettuato immediatamente

Bimbo trapiantato, c'è un nuovo cuore disponibile. Il legale: "È compatibile"
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Un nuovo cuore potrebbe riaccendere le speranze. Patrizia Mercolino, madre del bambino napoletano di due anni al quale lo scorso dicembre è stato trapiantato un organo risultato poi danneggiato, è stata convocata nelle ultime ore dai medici dell’ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo è ricoverato. Secondo fonti della struttura ospedaliera, c'è un nuovo cuore disponibile. L'avvocato di famiglia Francesco Petruzzi ha fatto sapere, durante la trasmissione "È sempre Cartabianca", che il cuore è compatibile e, in serata, si saprà se sarà assegnato al bimbo di Napoli, essendoci altri in attesa. In caso positivo, ha spiegato, l'intervento sarà effettuato immediatamente appena l'organo arriverà.

La notizia arriva mentre il piccolo, da oltre cinquanta giorni, è sostenuto dall’Ecmo, il macchinario che supplisce temporaneamente alle funzioni di cuore e polmoni. Le sue condizioni vengono definite stabili nella loro gravità. Oggi l’Heart Team del Monaldi si è riunito per valutare la possibilità di sottoporlo a un nuovo intervento. Una decisione definitiva non è stata ancora presa: una ulteriore valutazione è prevista nelle prossime ore, "Ma per oggi rimane in lista, è trapiantabile", ha detto la mamma del piccolo.

All’esterno dell’ospedale la madre non nasconde la tensione, ma ribadisce la determinazione: "Non dobbiamo e non possiamo mollare. Mio figlio è forte, è un guerriero. So che più si va avanti e più le speranze diminuiscono, la macchina è attaccata da parecchi giorni. Ma questo lo sapevamo. Io non mollo, la speranza non la perdo".

Intanto prosegue l’inchiesta della Procura di Napoli sul primo trapianto. Sono sei gli indagati tra medici e paramedici coinvolti nelle fasi di espianto, trasporto e impianto dell’organo. I magistrati hanno ascoltato come testimone il cardiologo che, sei giorni dopo l’intervento, si è autosospeso dall’incarico di responsabile del follow-up.

I legali della famiglia, gli avvocati Francesco Petruzzi e Angelo Riccio, hanno presentato istanza di incidente probatorio, ritenuta però al momento prematura dagli inquirenti vista l’evoluzione clinica ancora in corso. Più concreta la richiesta di acquisizione integrale della documentazione sanitaria, con l’obiettivo di valutare il coinvolgimento di ulteriori centri specializzati per una terza consulenza sulla trapiantabilità, dopo quelle già richieste al Monaldi e al Bambino Gesù di Roma.

"Abbiamo chiesto formalmente copia dell’intera documentazione sanitaria – ha spiegato l’avvocato Riccio – per ragioni di urgenza. Se non dovessimo riceverla immediatamente, attiveremo gli organi competenti per sollecitare la consegna". I legali sollevano inoltre perplessità sulla gestione delle comunicazioni con la famiglia. "Spesso noi e i familiari abbiamo appreso informazioni in un secondo momento rispetto a soggetti terzi", ha sottolineato l’avvocato. Una circostanza confermata dalla madre: "Il 23 dicembre mi dissero solo che c’era un problema con il cuoricino che non ripartiva, e nient’altro".

Nel frattempo il Polo di cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha organizzato un nuovo Heart Team che riunirà a Napoli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi di trapianti pediatrici, per una rivalutazione collegiale del caso e per

esaminare eventuali terapie aggiuntive oltre al trapianto.

Ma l’attenzione, ora, è tutta su quel possibile nuovo cuore. Se dovesse risultare compatibile, per il bambino si aprirebbe una seconda, delicatissima possibilità.

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