Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:39
Nazionale

“Ridateci i nostri figli”: l’appello della famiglia nel bosco ai giudici

Il legale della famiglia nel bosco chiede il ricongiungimento immediato con i tre figli. Catherine e Natan avrebbero voluto incontrare i giudici, ecco perché

Il figlio del deserto e la Casa nel Bosco

Nelle decine le pagine che il legale della famiglia nel bosco, Simone Pillon, ha presentato alla Corte d’Appello de L’Aquila viene richiesto il definitivo ricongiungimento con i tre figli di Catherine e Nahtan. La decisione, come ha spiegato lo stesso legale all’Ansa, dovrebbe essere resa nota entro le prossime settimane.

La richiesta ai giudici

L’avvocato ha spiegato anche che i due genitori hanno scritto, di loro pugno, una lettera che adesso fa parte degli atti e viene definita “scritta col cuore in mano a chi deve decidere della sorte dei loro figli e della loro famiglia”. Pillon, come scrive Il Messaggero, ha aggiunto anche che Catherine e Natan avrebbero voluto esternare i loro pensieri non per iscritto ma incontrando i giudici.

“I miei assistiti avrebbero voluto esporre direttamente il loro punto di vista”, ha dichiarato il legale. “Sono uno strenuo difensore delle udienze in presenza, soprattutto in questioni così delicate. Ritengo fondamentale che i giudici possano avere un riscontro diretto, parlare con le persone che devono giudicare e guardarle negli occhi. Un testo scritto rischia di trasformare il giudizio in un atto burocratico”.

Cosa è cambiato negli ultimi tempi

Intanto, i figli si ricongiungono già con i propri genitori nei fine settimana per poi tornare nella struttura protetta. Secondo Pillon, però, adesso sono maturi i tempi affinché il nucleo familiare torni a essere unito senza più divisioni. L’avvocato sottolinea “l’espressa richiesta, ribadita più volte, da parte del servizio di Neuropsichiatria infantile di possibili serie ripercussioni date dalla permanenza del collocamento extrafamiliare”. Da qui viene richiamato il fatto che l’andare e tornare da Palmoli a Vasto non possa giovare ai bambini. Oltre a questo, gli altri elementi per cui viene fatta richiesta di ricongiungimento è dovuta anche alla “collaborazione mostrata dai genitori, l’assidua e proficua partecipazione dei genitori al percorso di supporto alla genitorialità, l’acquisizione da parte dei genitori della richiesta ‘flessibilità mentale’ e della ‘capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli’ nonché ‘l’accettazione del percorso scolastico’”.

Oltre ai fine settimana, i tre figli rientrano anche per due pomeriggi infrasettimanali. La frequenza, dunque, è sempre più assidua. “Gli incontri vanno benissimo e la frequenza scolastica è costante. I genitori fanno i compiti con i bambini nella casa di Palmoli. Ormai è tutto completamente risolto. Che bisogno c’è di mantenere questa instabilità abitativa, costringendo i bambini a fare avanti e indietro da Vasto a Palmoli quattro volte a settimana? Del resto, anche la Ctu aveva auspicato un completo rientro dopo un periodo di gradualità. Sono trascorsi ormai diversi mesi. È tempo di tornare alla normalità”, conclude Pillon.

Commenti