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Scontri pro-Pal, il Tar sospende i daspo per i giovani indagati. Il centrodestra: "Che messaggio lanciamo?"

Stop ai divieti della Questura dopo il corteo alla stazione Centrale. Dura la reazione del centrodestra: "Minimizzare la portata di queste azioni di violenza finisce per legittimarle"

Scontri pro-Pal, il Tar sospende i daspo per i giovani indagati. Il centrodestra: "Che messaggio lanciamo?"
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Il Tar della Lombardia ha sospeso i divieti amministrativi — i cosiddetti daspo urbani — notificati ad alcuni ragazzi, maggiorenni e minorenni, arrestati il 22 settembre scorso dopo gli scontri seguiti al corteo pro-Gaza alla stazione Centrale di Milano. I provvedimenti colpivano due studentesse universitarie di 21 anni e due liceali minorenni: per due anni era stato loro vietato “stazionare” nei pressi di ristoranti, bar e altri locali in diverse zone della città; per un anno, invece, l’accesso o l’avvicinamento alla stazione Centrale, ai treni, alla metropolitana e alle aree limitrofe. I daspo erano stati emessi il primo ottobre e notificati dalla Questura di Milano.

Dopo il ricorso presentato dai ragazzi, assistiti dagli avvocati Maria Teresa Brocchetto e Paolo Oddi, i giudici amministrativi hanno sospeso l’efficacia dei provvedimenti nella fase cautelare. La questione sarà poi esaminata nel merito in un’udienza successiva. Al momento la decisione riguarda una studentessa e i due minori, ma è ritenuto probabile che l’orientamento venga esteso anche all’altra 21enne.

Secondo il Tar, presieduto da Antonio Vinciguerra, le contestazioni avanzate dalla difesa sul “concreto pericolo per la sicurezza pubblica”, posto a fondamento dei daspo, non sono “implausibili”. Un elemento che pesa è il venir meno, nel frattempo, delle misure cautelari in sede penale. Inoltre, osservano i giudici, “l’ampio perimetro dei luoghi oggetto dei due divieti di accesso appare incongruo”, alla luce del principio di proporzionalità.

Già il 9 ottobre il Riesame del Tribunale per i minorenni di Milano, accogliendo i ricorsi degli avvocati Mirko Mazzali e Guido Guella, aveva giudicato “sproporzionato” l’obbligo di permanenza in casa imposto ai due minori rispetto al rischio di reiterazione del reato, sostituendolo con prescrizioni più leggere, tra cui la regolare frequenza scolastica.

Le reazioni del centrodestra: "Che messaggio lanciamo?"

Dal centrodestra arrivano prese di posizione nette sulla decisione. Secondo quanto riportato dal Secolo d'Italia, la Lega parla di un segnale sbagliato ai giovani: per Silvia Sardone è “assurda l’abitudine al giustificazionismo verso ragazzi che si rendono protagonisti di violenze nelle piazze e di assalti alle forze dell’ordine”. La sospensione delle sanzioni, avverte, rischia di svuotare di senso la funzione educativa delle regole: “Se le pene vengono annullate o ridotte al minimo, che messaggio lanciamo? Serve un atteggiamento veramente educativo che passa anche dalla punizione. Il buonismo caro a sinistra non serve a nulla”.

Sulla stessa linea Deborah Bergamini.

“Minimizzare la portata di queste azioni di violenza finisce per legittimarle”, dice. E sottolinea che proprio da queste decsioni nascono "conseguenze sociali gravissime” "rendendo più difficile l’operato del governo per garantire la sicurezza di tutti".

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