I punti chiave
- Il precedente di Trieste: coltello nei bagni durante la ricreazione
- Milano, la violenza corre tra metro e autobus
- La fuga e le minacce ai passeggeri
- Un disagio che cresce tra i più giovani
- Tra sicurezza e prevenzione
- Il governo: "Decreto in arrivo, scuole sicure e tolleranza zero per i violenti"
- Valditara: "I metal detector a scuola"
L’ultimo episodio arriva da Budrio, in provincia di Bologna, dove i carabinieri sono intervenuti in una scuola superiore dopo la segnalazione di un insegnante. Durante l’orario di lezione, il docente ha notato un machete all’interno dello zaino di uno studente minorenne e ha immediatamente dato l’allarme. I militari, giunti nell’istituto, hanno sequestrato l’arma e proceduto nei confronti del ragazzo, affidandolo ai genitori e informando la procura per i minorenni. Nessun ferito, ma molta paura tra i giovani studenti e il personale scolastico, scossi dall’idea che un’arma del genere possa varcare senza difficoltà il cancello di una scuola.
Il precedente di Trieste: coltello nei bagni durante la ricreazione
Quello di Budrio non è un caso isolato. Nei giorni scorsi, a Trieste, un alunno di una scuola media aveva estratto un coltello con una lama di circa 20 centimetri nei bagni dell’istituto, durante la ricreazione, intimidendo i compagni. Anche in quell’occasione la segnalazione immediata degli studenti agli insegnanti ha permesso l’intervento delle forze dell’ordine e il sequestro dell’arma. La scuola ha disposto sanzioni disciplinari e controlli straordinari per garantire il ritorno alla normalità.
Milano, la violenza corre tra metro e autobus
Ben più grave quanto accaduto a Milano, dove un quindicenne italiano ha trasformato una lite in una vera e propria escalation di violenza. Tutto ha avuto origine alla fermata della metropolitana Cadorna, dove il ragazzo ha aggredito due coetanei armato di coltello, colpendoli alle gambe. L’aggressione è proseguita fino alla fermata Lambrate, lasciando i due minorenni feriti in modo serio: entrambi sono stati soccorsi dal 118 e trasportati al Fatebenefratelli e alla Multimedica di Sesto San Giovanni, con prognosi superiori ai 45 giorni.
La fuga e le minacce ai passeggeri
Dopo l’attacco, il giovane ha tentato di far perdere le proprie tracce. Si è liberato del giubbotto, nascosto nello zaino, ed è salito su un autobus Atm. Qui ha continuato a seminare il panico tra i passeggeri, impugnando una roncola con lama di 21 centimetri, tenuta nascosta sotto la felpa. I carabinieri del nucleo radiomobile sono riusciti a rintracciare il mezzo pubblico, bloccare il ragazzo e sequestrare l’arma. Per lui è scattato l’arresto per lesioni personali aggravate: attualmente si trova in regime di detenzione domiciliare presso l’abitazione della madre, in attesa dell’udienza di convalida.
Un disagio che cresce tra i più giovani
Tre città diverse, un unico scenario: armi bianche nelle mani di minorenni, dentro le scuole o nei luoghi della quotidianità. Un fenomeno che non può più essere archiviato come episodico e che interroga istituzioni, famiglie e mondo dell’istruzione. Dirigenti scolastici e forze dell’ordine parlano apertamente di disagio giovanile, di conflitti che degenerano rapidamente e di una percezione distorta della violenza come strumento di affermazione o difesa.
Tra sicurezza e prevenzione
Da un lato, c'è la necessità di interventi rapidi e controlli efficaci per garantire la sicurezza negli istituti scolastici e sui mezzi pubblici. Dall’altro, l’urgenza di investire in prevenzione, ascolto e supporto psicologico, per intercettare i segnali di disagio prima che si trasformino in gesti irreversibili. La scuola, sempre più spesso, si trova a essere prima linea di un’emergenza sociale che va oltre l’ambito educativo. E mentre carabinieri e polizia continuano a intervenire, resta aperta una domanda cruciale: come fermare questa escalation prima che il bilancio diventi ancora più grave?
Il governo: "Decreto in arrivo, scuole sicure e tolleranza zero per i violenti"
Il governo assicura massima attenzione sul fronte della sicurezza nelle scuole. A ribadirlo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che ha annunciato l’arrivo a breve di un nuovo decreto, attualmente in fase di definizione e atteso all’esame di uno dei prossimi Consigli dei ministri. Ciriani ha sottolineato come la scuola debba restare "un luogo sicuro e sereno", spiegando che accanto alla necessaria risposta repressiva è fondamentale il ruolo dell’educazione nella trasmissione dei valori del rispetto delle leggi e delle persone. Ma quando questo non avviene, ha avvertito il ministro,"bisogna dotarsi di altri strumenti".
Il messaggio è netto: nessuna tolleranza per i giovani bulli e violenti, dentro e fuori dalle scuole. "Le mele marce — ha spiegato — se non comprendono il valore del bene comune, devono essere tenute lontane dai ragazzi per bene". Da qui l’impegno a rafforzare il coordinamento tra prefetture, questure e forze dell’ordine, affinché episodi di violenza non mettano a rischio la serenità delle comunità locali.
Valditara: "I metal detector a scuola"
"Viene ucciso un ragazzo con un coltello. Oggi hanno trovato un altro studente in possesso di un machete a scuola. Purtroppo sta diventando quasi una moda e molti ragazzi girano armati", ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenuto a un evento della Lega in Abruzzo. "La prima cosa che mi viene in mente è proporre metal detector mobili per controllare gli ingressi, nelle scuole dove ci sia preoccupazione, su richiesta del preside e della comunità scolastica. Sarà il prefetto a valutare l’utilizzo", ha aggiunto.
Il ministro ha sottolineato che, mentre alcuni parlano di repressione, la misura va interpretata come una questione di sicurezza. Valditara aveva già anticipato la possibilità di introdurre metal detector nelle scuole proprio a Il Giornale.