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Sfregio a Norma Cossetto: imbrattati due monumenti, uno con un cuore animale

Quasi in contemporanea sono stati aggrediti i memoriali in ricordo della studentessa

Sfregio a Norma Cossetto: imbrattati due monumenti, uno con un cuore animale
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Quanto dà fastidio ai negazionisti delle foibe il ricordo di chi, in quell’inferno, ha perso la vita per mano dei comunisti del maresciallo Tito e dei suoi sodali italiani? Evidentemente più di quanto non vogliano far credere, visto e considerato che, puntualmente, le targhe in ricordo di Norma Cossetto, una delle più note vittime delle foibe, vengono divelte e sfregiate. E a volte questi atti vengono perfino rivendicati da frange della sinistra radicale che si vantano di essere antifasciste. Gli ultimi due episodi sono avvenuti in luoghi ben distanti tra loro nel nostro Paese ma, per una strana coincidenza, quasi in contemporanea.

A Cividale del Friuli il monumento per Norma Cossetto è stato imbrattato e vi è stato buttato sopra mezzo cuore di animale. Un gesto di spregio e di sfregio nei confronti di una delle donne che più di altre testimonia la barbarie comunista dopo l’armistizio e dopo la fine del conflitto. Mentre la politica si divide e una parte del mondo intellettuale fatica ancora a pronunciare con chiarezza la parola “foibe” senza distinguo o giustificazioni, la realtà dei fatti a Cividale testimonia l'esistenza di una ferita aperta. Soprattutto in quelle zone il ricordo è ancora vivido e quanto accaduto non è un semplice atto di vandalismo ma un messaggio politico chiaro.

Altrettanta barbarie si è registrata a Firenze, per la precisione nel giardino a lei intitolato, a Sorgane. La targa in questo giardino viene regolarmente divelta e imbrattata, forse è una strategia che dalle parti degli estremisti mettono in pratica con la speranza che, prima o poi, il Comune si stanchi di ripristinarla e si arrenda, lasciando vincere chi vorrebbe cancellarne il ricordo e la memoria. “Non si tratta soltanto di un atto di vandalismo, questo è vilipendio della memoria di una Medaglia d'oro al merito civile, simbolo di una tragedia storica che merita rispetto, non odio né rimozione. Colpire una targa significa colpire il simbolo della memoria collettiva delle comunità istriane e giuliano-dalmate, la dignità delle vittime di quella violenza feroce e i valori democratici su cui si fonda la nostra società civile”, ha dichiarato Barbara Nannucci, consigliere quartiere 3 e Aegd, l'Associazione Amici degli esuli giuliano dalmati, che per prima ha denunciato l’accaduto. “Chi distrugge e sporca non cancella la storia anche se nella sua ignoranza ne pretenderebbe l'oblio.

Chiediamo l'immediato ripristino della targa ma soprattutto la condanna da parte delle istituzioni tutte e delle associazioni con una netta presa di posizione”, è la richiesta, nella speranza di ottenere risposte e ascolto.

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