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La stramba teoria di Massimo Lovati: “Chiara Poggi uccisa perché aveva scoperto pedofili in enti ecclesiastici Usa"

L’ex legale di Andrea Sempio a La Zanzara: “Non è un femminicidio ma un omicidio premeditato molto bene. Dietro c'è un'organizzazione criminale che ha minacciato Stasi”

Screen Quarto Grado
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Chiara Poggi “è stata uccisa da un’organizzazione criminale internazionale”. È quanto sostiene Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, indagato dalla procura di Pavia con l’accusa di aver ucciso la 26enne di Garlasco la mattina del 13 agosto del 2007. Ospite a La Zanzara, il programma radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani su Radio24, Lovati rilancia l’ipotesi secondo cui ad uccidere la giovane sarebbe stato “un sicario” che avrebbe “minacciato a morte Alberto Stasi”, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto dell’allora fidanzata.

“Le prove nei temi che approfondiva Chiara”

Incalzato dal conduttore, l’ex avvocato di Andrea Sempio espone senza troppi giri di parole la sua teoria: “Non posso parlare senza veli perché sono imputato in un processo per diffamazione, - precisa - ma comunque Chiara Poggi è stata uccisa da un sicario mandato da altri assassini, ossia una organizzazione criminale probabilmente internazionale”. A suo dire, ci sarebbero molteplici “prove” a sostegno di questa ipotetica pista: “Basta approfondire il contenuto dei temi che Chiara Poggi stava approfondendo nei giorni prima dell’assassinio, la pedofilia presso enti ecclesiastici internazionali”, osserva. Il riferimento è ad alcuni articoli che la giovane salvò sulla sua chiavetta usb mesi prima di essere uccisa. Contenuti che, però, nell’indagine attuale non hanno assunto alcuna rilevanza investigativa.

“Un omicidio premeditato molto bene”

Secondo il legale, il delitto di Garlasco “non è un femminicidio ma un omicidio premeditato molto bene, con scelta di data, luogo e pedine del depistaggio”. Tra queste “pedine” ci sarebbe, secondo Lovati, anche Alberto Stasi e “in secondo luogo la mancanza assoluta di un movente” e “la mancanza assoluta dell’arma del delitto”. “Sono intuizioni (le sue ndr) derivate da molti tasselli che mi portano a dire ciò che dico. - chiarisce - Stasi è innocente, è stato minacciato di morte subito dopo l’assassinio dallo stesso uomo che ha ucciso Chiara Poggi, cioè dal sicario. Lo ha visto in faccia, ma i sicari sono dei professionisti: potrebbe aver indossato una maschera”.

“Indagine per la revisione di Alberto Stasi”

Per Massimo Lovati la nuova inchiesta avrebbe un obiettivo ben preciso: ottenere la revisione del processo e la riabilitazione di Alberto Stasi. La procura “non sa più che pesci prendere, per me questa indagine è nata esclusivamente per ottenere la revisione e la riabilitazione di Alberto Stasi, il resto è una messinscena. - osserva - Non possono portare Andrea Sempio a processo prima della revisione di Alberto Stasi. La richiesta di rinvio a giudizio eventuale non può passare dal filtro dell’udienza preliminare perché il gip o il gup, per emettere decreto che dispone il giudizio avanti alla Corte d’Assise, dovrà motivare su un ragionevole convincimento che porterà alla condanna e non c’è finché c’è un colpevole in carcere”.

Infine il legale interviene anche sul tema dei famosi soliloqui di Sempio che, sostiene, “non dimostrano niente”. “Non si possono fare i processi sui pensieri, - conclude - perché se ci mettiamo a perforare le orecchie della gente andremmo tutti in galera, finirebbe la democrazia e la libertà dell'individuo”.

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