Dopo oltre 14 mesi di prigionia in Venezuela, Alberto Trentini e Mario Burlò, sono finalmente in Italia. I due italiani viaggiavano a bordo di un aereo di Stato. A Ciampino sono stati accolti dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. "La nostra felicità ha un prezzo altissimo - ha detto Trentini - abbiamo bisogno di serenità ma le sofferenze non si cancellano", le parole del cooperante.
Anche l'imprenditore piemontese Burlò, atteso in aeroporto dai figli, ha sottolineato che "è stata durissima". Sull'aereo anche il direttore dell'Aise Caravelli. Si lavora ora per riportare a casa altri 42 italiani.La madre di Trentini rientrata al Lido di Venezia, Alberto da parenti nel Trevigiano
Armanda Colusso, la madre di Alberto Trentini, è rientrata nella sua casa al Lido di Venezia, dove ha raggiunto il marito Ezio, poco dopo le 18.45. Alberto, invece, secondo quanto ha appreso l'ANSA da fonti qualificate, si è diretto in macchina nel Trevigiano, ospite di parenti. La donna è arrivata nella città lagunare facendosi lasciare alla questura di Venezia, che dista un centinaio di metri da piazzale Roma, venendo ricevuta dal questore, insediatosi ieri, Antonio Sbordone. Armanda Colusso era particolarmente felice per la liberazione del figlio e la sua gioia l'ha condivisa anche con gli agenti che l'hanno accolta. Poi è stata fatta salire su un motoscafo e accompagnata fino al Lido dove già c'erano i carabinieri che stavano piantonando l'ingresso di casa, 'accerchiatà da decine di giornalisti ai quali, però, non ha lasciato dichiarazioni.
Trentini non rientra a Venezia, la madre arriverà in tarda serata
Non verrà a Venezia questa sera Alberto Trentini, il cooperante veneziano rientrato oggi in Italia dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. È possibile che Trentini arrivi in città nei prossimi giorni. In tarda serata oggi, sempre secondo quanto appreso, rientrerà invece al Lido di Venezia la madre Armanda, che stamani lo ha riabbracciato all'arrivo all'aeroporto di Ciampino.
Burlò: "Stranieri sequestrati da Caracas per paura"
Quando è stato fermato a novembre 2024 "in Venezuela in quel periodo, per paura, il governo" di Caracas "sequestrava tutti gli stranieri, moltissimi, almeno 97, di 34 nazionalità". Così a LaPresse Mario Burlò intervistato a Roma dopo il suo arrivo in Italia a seguito della sua liberazione dal Venezuela, ricordando che "ci sono circa 500 venezuelani nel carcere dove io ero sequestrato".
Burlò: "Prigione come campo di concentramento, sembrava Guantanamo"
"Con Trentini siamo stati in cella insieme. Noi tra l'altro non lo chiamavamo carcere, lo chiamavamo 'campo di concentramentò: quello è un campo di concentramento, perché uscivamo con la maschera come a Guantanamo e le manette. Con Trentini ho un buonissimo rapporto. Lì avevamo tutti un buon rapporto perché eravamo solidali tra sequestrati". Così a LaPresse Mario Burlò intervistato a Roma dopo il suo arrivo in Italia a seguito della sua liberazione dal Venezuela."Le condizioni del Rodeo Uno sono terrificanti", ha aggiunto in merito al carcere dove è rimasto detenuto. "Tre metri e mezzo per due con una latrina centrale, un tubo dove lavarsi con l'acqua e nient'altro. Dove c'è la latrina, a mezzo metro mangi".
Tajani parla in Senato di Burlò e Trentini, standing ovation dei senatori
"È con emozione che condivido con quest'Aula la grande gioia e soddisfazione, mia personale e del Governo, per la liberazione nella notte di ieri dei connazionali Andrea Trentini e Mario Burlò, che ho accolto stamane con il Presidente del Consiglio all'aeroporto di Ciampino". Con queste parole il ministro degli Esteri ha aperto la sua informativa in Senato per la situazione in Venezuela. I senatori hanno accolto le sue parole con un lungo applauso mentre si alzavano in piedi.
Tajani: "Liberazione italiani passo avanti per chiudere pagina dolorosa"
"La liberazione di Alberto Trentini e degli altri connazionali che sono stati rilasciati in questi giorni è un importante passo in avanti per chiudere una pagina dolorosa". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un'informativa al Senato. Il titolare della Farnesina ha confermato di aver sentito poche ore prima della scarcerazione il ministro degli esteri venezuelano, "che mi aveva dato l’ultima conferma del via libera della presidente Rodriguez". "Ne ho immediatamente informato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona e con cui abbiamo mantenuto un costante contatto", ha concluso.
Burlò: "Mai conosciuta l'accusa, mi hanno fermato e dato del terrorista"
"No, assolutamente no. Non ho mai conosciuto l'accusa nei miei confronti. Mi fermano, do il passaporto, mi guardano internet, e vedono che, quando ero presidente dell'Unione Nazionale Imprenditori, avevo parlato alla Camera dei deputati e mi hanno detto: 'lei è un politico che vuole far saltare questo governo. Cospirazione, terrorismo, associazione al terrorismo, carcere trent'anni", ha aggiunto Burlò.
La figlia di Burlò: "Ora recupereremo il tempo perso"
"Voglio fare qualsiasi cosa, voglio stare con lui e recupereremo il tempo perso". Lo ha detto Gianna Burlò, figlia di Mario Burlò.
Burlò: "Ho temuto che ci avrebbero ammazzato, è stato un sequestro"
"Sì ho temuto" potesse finire male. "Avevo paura che ci avrebbero ammazzato. Perché erano loro i terroristi, non noi dentro. Avevo paura di non rivedere i miei figli", ha detto Mario Burlò. "Qui pensavano che io fossi morto. Quando uno lede il diritto di difesa, il diritto di parlare… è stata una tortura. È stato un vero e proprio sequestro di persone - ha affermato l'imprenditore- . Ti prendo la tua vita e te la porto via, così è stato", ha sottolineato rispondendo ai cronisti. "Non posso dire che mi siano state fatte violenze fisiche, questo no. Ma non poter parlare con i figli o con l'avvocato, stare senza diritto di difesa, completamente isolati - ha precisato - Ci davano un materasso piccolo piccolo. E visto che c'era la paura di cadere dalla parte superiore ci facevano dormire per terra con gli scarafaggi. Io la definisco l'Alcatraz peggiore", ha ribadito Burlò parlando del carcere e spiegando poi quale è stata la cosa più difficile da affrontare: "Non poter parlare con i miei figli. Non poter dire: 'papà sta bene, papà non è morto, papà c'è'", ha raccontato uscendo dall'aeroporto.
Burlò: "Una gioia immensa toccare la mia bella Italia"
"La gioia immensa di toccare la mia bella Italia, grazie allo sforzo che avete fatto, al governo e all'ambasciatore, a tutti. Il piacere di abbracciare i miei figli è stato immenso, non è stato facile ma sapevo che il governo c'era. L'amore per loro mi ha dato la forza si andare avanti" Lo ha detto Mario Burlò parlando al telefono con il Tg2.
Tajani: "Adesso lavoriamo per liberare gli altri italiani in Venezuela"
"Adesso lavoriamo per liberare gli altri italiani, sono 42 di cui 24 politici. Voglio ringraziare di cuore chi è impegnato allo spasmo per riportare a casa i nostri connazionali. È un lavoro di squadra, e sono contento che loro abbiano percepito la vicinanza del governo e dello Stato perché ogni cittadino, fuori dai confini non si deve mai sentire solo", ha aggiunto Tajani intervendo al Tg2 da Ciampino.
Tajani: "L'incontro con Trentini e Burlò e le famiglie è stato toccante"
"Vedere il sorriso dei figli di Burlò e l'abbraccio della mamma di Trentini al figlio: sono scene che ti toccano. Ci sono gli aspetti umani, oltre all'aspetto politico". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento al Tg2 Italia-Europa dopo aver accolto all'aeroporto di Roma Ciampino Alberto Trentini e Mario Burlò. "Rivedere due persone finalmente con le loro famiglie è una cosa che ci riempie il cuore", ha aggiunto Tajani, "con il presidente del Consiglio siamo stati molto contenti di averli rivisti e in buone condizioni nonostante la detenzione".
Trentini: "Vogliamo stare lontano dal clamore, pensiero per i detenuti"
"Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in tanti modi diversi, anche silenziosamente ma efficacemente. Ora vi chiediamo di rispettare il nostro desiderio di stare un po' raccolti lontani dal clamore di queste giornate per affrontare con tranquillità ed entusiasmo il futuro di libertà che ci attende", le parole di Alberto Trentini e della famiglia lette dall'avvocata Alessandra Ballerini all'uscita dall'aeroporto di Ciampino. "Un pensiero - aggiungono il cooperante e la famiglia - va a tutte le persone ancora detenute e alle loro famiglie. Che possano presto condividere la gioia della liberazione. La solidarietà dentro e fuori dal carcere è stata la nostra salvezza".
Trentini: "Felicissimi ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo"
"Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo. Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni. Da adesso in poi o abbiamo bisogno di vivere giornate serene e costruttive per tentare di cancellare i brutti ricordi e tentare di superare le sofferenze di questi 14 mesi". È quanto hanno scritto Alberto Trentini e la famiglia in una dichiarazione letta dall'avvocata Alessandra Ballerini all'uscita dall'aeroporto di Ciampino.
Il post di Meloni: "Bentornati a casa!"
Meloni ha pubblicato anche su Facebook le immagini dell’arrivo di Trentini e Burlò a Roma, in cui si vedono gli abbracci con i rispettivi familiari non appena i due sono scesi dall’aereo che dal Venezuela li ha riportati in Italia. “Bentornati a casa!” il messaggio affidato ai social dalla presidente del Consiglio.
Meloni a Trentini: "Tua mamma era tanto in pensiero, ora avete tempo da recuperare"
“Abbracciato mamma? È stata tanto in pensiero, lo sai vero?”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivolgendosi ad Alberto Trentini dopo il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino assieme a Mario Burlò. La premier, assieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani, in una sala dello scalo romano ha stretto la mano al cooperante e all'imprenditore. “Bentornati” ha affermato. Ai ringraziamenti di Trentini, l’inquilina di palazzo Chigi ha risposto con un “ma stai scherzando”, e ha poi salutato i familiari – tra cui la madre di Trentini, Armanda Colusso – congedandosi con un “non vi voglio disturbare perché avete del tempo da recuperare tutti quanti”.
L'avvocato di Burlò: "È stata dura ma ce l'abbiamo fatta"
"Era molto provato, è stata dura, ma ce l'abbiamo fatta". Lo ha detto l'avvocato Maurizio Basile, legale di Mario Burlò, all'aeroporto di Ciampino. "Un enorme ringraziamento al console Jacopo Martino con cui ero in contatto e a tutta la rete diplomatica a Caracas davvero molto vicina alla famiglia, e il Ministero degli Esteri", ha affermato. "Adesso non sappiamo cosa succede, credo che sarà organizzato il rientro a Torino", ha sottolineato. Al momento, ha fatto sapere, Burlò non dovrebbe essere convocato in procura. "Abbiamo fatto una verifica assieme al mio collega Benedetto Marzocchi Buratti e il pm che ha il fascicolo ha fatto sapere che per il momento non intende convocarlo", ha spiegato. Ad accogliere l'imprenditore all'aeroporto di Ciampino c'erano anche i figli Gianna e Corrado.
Meloni ha lasciato l'aeroporto di Ciampino
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lasciato l'aeroporto di Ciampino dove sono atterrati Alberto Trentini e Mario Burlò.
Atterrato a Ciampino l'aereo con Trentini e Burlò
È atterrato l'aereo che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò.
Meloni e Tajani a Ciampino per accogliere Trentini e Burò
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata all'aeroporto di Ciampino dove a minuti si attende l'atterraggio del volo di Stato che riporta in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò. In aeroporto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
La madre di Trentini arrivata a Ciampino
Armanda Colusso, la mamma di Alberto Trentini, è arrivata a Ciampino dove è atteso a breve il volo di Stato che riporta in Italia il cooperante veneto insieme con Mario Burlò. Armanda Colusso è arrivata assieme all'avvocata Alessandra Ballerini che segue la famiglia.