Ancora un caso di violenza domestica in una famiglia straniera nel nostro Paese, figlia della mancata integrazione nel tessuto sociale. Le cronache portano nuovamente a Rimini, dove una giovane macedone è stata minacciata dai genitori che non accettavano la sua relazione con un ragazzo non musulmano. Sia la madre che il padre della 20enne sono ora indagati per atti persecutori e minacce.
La crisi familiare ha raggiunto il suo apice nel momento in cui la giovane, ormai maggiorenne e stanca di sottostare ai diktat familiari, ha deciso di lasciare la casa dei genitori per iniziare la sua nuova vita col fidanzato. Una scelta che i genitori non solo non hanno condiviso ma verso la quale si sono opposti, tanto da iniziare quelli che, secondo la procura, sono veri e propri atti persecutori nei confronti di entrambi i ragazzi, soprattutto tramite messaggi sul telefono. “Se non torni a casa avrai una vita infernale”, avrebbero scritto alla ragazza. La ricezione di messaggi di questo tenore ha ingenerato nei giovani la paura di conseguenze per la loro incolumità, anche perché lo scorso maggio i due macedoni sarebbero riusciti a entrare di nascosto nel palazzo in cui si era trasferita la figlia per attendere il suo rientro.
I due ignari di tutto, se li sono ritrovati davanti quando hanno cercato di entrare in casa e, secondo quanto hanno raccontato, ci sarebbe stato un tentativo di aggressione con calci e pugni. Un tentativo che, però, non sarebbe andato fortunatamente a buon fine perché i giovani sarebbero riusciti a entrare nell’appartamento, barricandosi dentro prima di chiamare le forze dell’ordine. Ovviamente le indagini sono ancora in corso e dovranno essere accertate le eventuali responsabilità dei genitori. Il fascicolo è stato aperto dalla procura di Rimini, e le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Davide Ercolani. Sono sempre di più i casi che vedono le nuove generazioni ribellarsi alle famiglie in cui i principi religiosi islamici sostituiscono la legge italiana, in cui l’integralismo viene insegnato fin dalla tenera età diventando una gabbia da cui le ragazze vogliono scappare per vivere come le loro coetanee.
