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"Vattela a prendere nel...". La lite tra Lovati e Bruzzone sul caso Garlasco

La psicologa ha puntato il dito contro l'ex legale di Sempio, accusandolo di aver in qualche modo approfittato dell'ingenuità dei suoi familiari

"Vattela a prendere nel...". La lite tra Lovati e Bruzzone sul caso Garlasco
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Quarto grado, programma televisivo in onda sulle frequenze di Rete Quattro, è stato ancora una volta teatro di un acceso scontro verbale, che in questa circostanza, vale a dire nella puntata di venerdì 22 maggio, ha visto coinvolti in prima persona Massimo Lovati e Roberta Bruzzone.

Quest'ultima, prendendo spunto dalle parole pronunciate dall'ex avvocato della famiglia Sempio al conduttore Gianluigi Nuzzi, lo ha apertamente attaccato, accusandolo di essersi approfittato della loro ingenuità. "Garlasco, come tutta la Lomellina, è zona depressa, quindi cultura zero e intelligenza poca", spiega Massimo Lovati, "loro quindi pendono dalle labbra dei professionisti".

Una considerazione, questa, che ha fatto trasalire Bruzzone, la quale ha espresso la propria opinione in merito qualche minuto dopo. "Lovati ci sta dicendo che lui e i suoi colleghi avrebbero approfittato dell'ingenuità e dell'ignoranza dei Sempio, e di fatto in qualche modo mettendoli sul lastrico a fronte di un'attività difensiva che oggi ci sta dicendo che era sostanzialmente priva di documentazione e che ora esiste solo nella sua mente? No, perché non credo che questa sia una cosa accettabile", affonda la psicologa, "è distantissima da quella che dovrebbe essere l'etica di un avvocato".

"Tu non sai nulla, non sai dell'attività che ho svolto", replica un piccatissimo Lovati. "Guardi, se ce la racconta, magari potremmo avere qualche informazione in più", ribatte la sua interlocutrice. "Ma io non racconto niente a nessuno, io faccio il difensore, e quello che faccio lo so io e non lo pubblico, non faccio come la procura della Repubblica che diffonde tutto prima del tempo, attenzione", sbotta l'ex legale dei Sempio, "io le cose me le tengo per me, cara Bruzzone".

"Ma non sono cose sue, sono un'attività che lei doveva fare per un cliente, e lei doveva rendere conto al cliente dei soldi che ha versato, abbia pazienza", controbatte Bruzzone portando l'attenzione su quel denaro che potrebbe essere stato utilizzato ai fini della corruzione per far assolvere Sempio nel 2017, secondo una parte, e che secondo l'altra sarebbe semplicemente del denaro versato in nero in qualità di compenso erogato nei confronti dei professionisti che hanno assistito i Sempio. "Ma scusi, un cliente che le da 45mila-60mila euro lei non ritiene di dover rendicontare neppure un minuto della sua attività difensiva, io rimango sconvolta da questa affermazione", prosegue la criminologa.

"Ma chi me l'ha chiesto?", replica un Lovati sempre più irritato, "ma che cosa vuoi da me?". "Intanto che anche lei come tutti noi pagasse un po' di tasse, tanto per dirne una", aggiunge Bruzzone. "A me cosa interessa delle tue tasche? Tu fai come vuoi. Ma poi cosa c'entra questa roba qui con l'omicidio di Garlasco? Cosa volete da me? Ho preso solo 15mila euro del cavolo e ho lavorato per oltre un anno e mezzo...ma vattela a prendere...", affonda l'avvocato".

A questo punto Gianluigi Nuzzi è costretto a intervenire per cercare di riportare la calma in studio, e per prima cosa chiude il microfono di Lovati, irritato per gli insulti rivolti alla sua interlocutrice. Al ritorno dal break pubblicitario l'ex legale dei Sempio, riconosciuto l'errore, ha voluto porgere le sue scuse a Bruzzone, lamentandosi tuttavia del fatto di essere divenuto lui stesso l'imputato nel corso della trasmissione.

Per quanto, tuttavia, abbia continuato a difendere la sua posizione di legale "sui generis", in quanto incline all'improvvisazione piuttosto che alla programmazione della difesa, continua a restare l'ombra di quel denaro, circa 56mila euro, elargito a detta della famiglia di Sempio ai loro legali, e che entra invece nel filone d'inchiesta sulla corruzione in atti giudiziari di cui potrebbero esserci presto dei nuovi risvolti.

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