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Venezia, minacce e violenza da parte degli abusivi

Nel giorno in cui Ilaria Salis propone al Parlamento Europeo due emendamenti (per fortuna bocciati) per depenalizzare l'occupazione abusiva di case private, da Venezia arriva una nuova allarmante storia di minacce e violenza da parte degli abusivi

Venezia, minacce e violenza da parte degli abusivi
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Nel giorno in cui Ilaria Salis propone al Parlamento Europeo due emendamenti (per fortuna bocciati) per depenalizzare l'occupazione abusiva di case private, da Venezia arriva una nuova allarmante storia di minacce e violenza da parte degli abusivi. A farne le spese è il presidente dell’Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale della Provincia di Venezia Marco Mestriner vittima di minacce e di una vera e propria aggressione.

Dopo l’incendio doloso di una palazzina la scorsa settimana, domenica sono arrivate al presidente Mestriner
minacce telefoniche per il suo impegno nel riportare legalità e pace tra i residenti aventi diritto agli alloggi popolari. “Era circa l'una di notte – racconta Mestriner - da un numero a me sconosciuto mi è arrivato il primo gruppo di messaggi minatori a difesa degli abusivi del Circus: 'Stai attento a chi pesti i piedi', poi tra gli altri 'Non sono nessuno ma posso diventare dio in terra e poi sono cazzi' e la chiusura minatoria 'Uomo avvisato mezzo salvato'. Ho dato poco peso alla cosa, poi trascorsa la giornata, in serata è arrivata una nuova serie di messaggi minatori, sempre dallo stesso numero, conclusi da una minaccia perentoria 'Se arriva uno sbirro tu sei finito' e nuovamente 'Uomo avvisato mezzo salvato’”.
Mestriner non si è fatto intimidire e ha denunciato l’accaduto “l'uomo, attraverso l'utenza che ho bloccato, parrebbe un abusivo che peraltro sta creando problemi anche dove ha occupato l'alloggio e ora minaccia il presidente per ergersi a difensore degli abusivi”.
Ieri la situazione è precipitata quando una famiglia di origine rom, legata all'abusivo che ha appiccato l'incendio nei giorni scorsi, che ha un debito pregresso con l'ente di 26 mila euro in affitti non pagati e ospita nella casa pubblica due persone del loro clan non aventi diritto, si è presentata agli uffici dell'Ater a Venezia pretendendo tra urla, grida e calci alla porta d'ingresso un'altra abitazione più adatta a loro.

“Queste persone - spiegano dall'Ater – nonostante la morosità e una parentela con l'abusivo incendiario, sentendosi evidentemente impunibili hanno pensato bene di usare la violenza per imporre le loro condizioni. Si sono presentati senza appuntamento ne' niente, pretendendo una nuova casa perchè da un po' quella dove abitano non gli va' più bene. Dopo una prima richiesta formalmente corretta fatta qualche settimana fa, alla famiglia furono proposte delle alternative, che non sono state accettate. Lunedì mattina sono arrivati in quattro e a suon di urla, calci alla porta d'ingresso e violenza verbale hanno scatenato il panico negli uffici e tra il personale, tra cui molte donne, volendo entrare dentro ed avere la casa nuova subito. Fortuna ha voluto che l'immediato intervento della polizia e dei carabinieri allertati subito, abbia fermato l'ira dei quattro, ma dall'aggressione verbale a quella fisica è mancato un attimo”.
Come racconta Mestriner a “Il Giornale”: “non mi faccio intimidire dalle minacce e continuerò ad andare avanti a testa alta. Sono figlio di un poliziotto che ha vissuto la strada, che per tutta la vita ha combattuto il crimine e che a sua volta ha ricevuto minacce senza mai piegarsi.

Da lui ho imparato a non farmi intimidire e a difendere sempre ciò che è giusto”.
Certo è che il clima di tensione legato agli abusivi resta alto e, la cosa che più colpisce, sono esponenti politici che difendono e legittimano chi compie reati vivendo nell’illegalità.

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