In principio fu il Negroni Sbagliato del Bar Basso. Da allora ogni volta che un errore o semplicemente la voglia di trasgredire porta a modificare una ricetta storica con un elemento fondamentale, si ama mettere la parola "sbagliato" accanto al nome. Qualche volta c'è una storia da raccontare, qualche altra volta c'è solo una trovata di marketing. Vediamo comunque gli "sbagli" presenti attualmente nei locali milanesi.
Il Negroni Sbagliato del Bar Basso Il caso più celebre, quello di questo bar in via Plinio, uno dei primi a imporre la mixology come reale alternativa al "bianchetto" che fino alla metà del secolo scorso imperava nella scena degli aperitivi. Capitò il barman Mirko Stocchetto preparando un Negroni afferrò una bottiglia di spumante al posto di quella del gin ma si accorse dell'errore soltanto a cocktail servito. Fatto sta che al cliente piacque: era il 1972 ed era nato un simbolo del bere miscelato nella città che un decennio dopo sarebbe diventata "da bere". Oggi il bar, un po' fané, è luogo di pellegrinaggi soprattutto nei giorni della Design Week.
La Margherita Sbagliata della Filiale Franco Pepe è l'uomo che quasi da solo ha rivoluzionato la scena della pizza italiana. Nel suo Pepe in Grani, a Caiazzo, propone da anni la Margherita Sbagliata, nella quale il pomodoro (il magnifico riccio di Caiazzo) viene velorizzato a crudo in passata con riduzione di basilico. Fortuna vuole che Pepe abbia anche un locale in Lombardia, alla Filiale all'Albereta, a Erbusco, dove propone i suoi classici. E quindi anche chi vive a Milano non deve fare settecento chilometri per gustarsi questo capolavoro.
La Margherita Sbagliata di Casa Biga Naturalmente Pepe ha fatto proseliti, alcuni bravi altri meno. Ai primi appartiene certamente Simone Nicolosi, pizzaiolo di questa insegna che ha due locali, uno in Isola e uno in Moscova: la sua "sbagliata" ha pomodoro marzanella giallo, pomodoro datterino rosso strinato, mozzarella di bufala campana Dop e, fuori cottura, cialda di Grana Padano e basilico fritto. Buonissima.
La Cilentana sbagliata di Modus Lo sbaglio seduce molto i pizzaioli e tra essi anche Paolo De Simone, padrone di casa di questa insegna con due locali, in Porta Romana e in corso Magenta: questa pizza è una versione corretta delle rustica cilentana, con pomodoro cotto, olio evo, cacioricotta di capra e l'aggiunta del fiordilatte.
La Cotoletta sbagliata di Anche Poteva l'errore non toccare anche il piatto simbolo della cucina milanese? Questa insegna con tre locali a Milano (Isola, Porta Romana e NoLo) lo fa con le braciole di maiale invece che con il vitello perché pare che un giorno la macelleria da cui si serve avesse da smaltirne un bel po'. Si può avere con panatura alle mandorle e ai pistacchi e anche in versione mini da 250 grammi con vari condimenti.
Il Risotto alla milanese sbagliato di Daniele Caldarulo Non è assaggiabile in alcun ristorante questo tsist di un altro classico milanese proposto da questo chef che l'ha proposto in numerosi eventi. La differenza rispetto alla ricetta originale è l'uso dell'olio al posto del burro ma soprattutto un cilindro di sedano rapa contenente delle perle di tapioca su una tartare di tonno a simulare l'ossobuco con il suo midollo. Ci vuole coraggio.
Il Dirty Martini di Altrimenti Non è sbagliato ma è "dirty", che è quasi la stessa cosa, il Martini proposto da
questo bar in via Castelfidardo, che si è specializzata nella realizzazione di questa variazione sul tema del drink più integralista che c'è (solo gin e vermuth bianco dry) con il tocco salino di un infuso di olive dolci.