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Nesta l’incognita del Milan «Negli Usa il test decisivo»

Dev’essere stato il numero avuto sulla schiena, il magico 22, lo stesso di Kakà ormai partito per Madrid. O forse l’annuncio in sé, giunto in un periodo di stenti che mal si conciliano con le sorprese. Perciò dopo un primo stordimento, la notizia dell’acquisto di Oguchi Onyewu, americano (Washington) di origini nigeriane, 27 anni, un corazziere alto 195 centimetri (peso 98 chilogrammi), proveniente dallo Standar di Liegi a costo zero, ha ripreso il suo posto defilato nella cronaca del nuovo Milan. Questo giovanottone proveniente da un figurone fatto in Sud-Africa, è un difensore centrale abile nel gioco aereo, ha firmato ottime prove contro Spagna e Brasile e in Belgio, con lo Standar Liegi ha raccolto un paio di scudetti. «Si tratta di una opportunità» la definizione allestita in via Turati. Vuol dire questo: è arrivato a costo zero, con uno stipendio minuscolo, 300 mila euro il guadagno in Belgio, può migliorare il fatturato (passerà a 800 mila per tre anni), ha passaporto belga e perciò si presenta con lo status di comunitario senza occupare altre caselle. Di fatto, nell’elenco a disposizione di Leonardo, può occupare il posto lasciato vacante da Senderos: ha le stesse caratteristiche fisiche, magari una personalità più accentuata, almeno questa è la speranza.
Che sia questo uno dei nodi da sciogliere nel prossimo Milan, lo si intuisce al volo. Può e deve arrivare anche un centravanti, ma se Leonardo dovesse recuperare il talento purissimo di Nesta, col contributo del giovanissimo Thiago Silva, beh allora già metà dell’opera sarebbe realizzata. Perciò ha fatto notizia il primo intervento dello stesso Nesta ai microfoni di Milan-channel nel quale il romano non ha preso scorciatoie e nemmeno cercato scuse. «Questo torneo sarà decisivo per me: devo capire bene la situazione, capire come sarà il mio futuro» ha cominciato. Come dire: se posso ancora considerarmi un calciatore oppure no. «Sono fiducioso, penso e spero di aver superato il problema dell’anno scorso, ho dato continuità al lavoro ma il vero test sarà la tournée negli Usa. Perché in partita ci sono torsioni, salti, contrasti, scontri, movimenti che non si fanno mai in allenamento» la spiegazione e l’appuntamento. Il rischio, dietro l’angolo, è quello ripetuto più volte: scoprirsi un calciatore senza più futuro. «Le voci sul mio conto prima mi hanno infastidito, poi mi hanno portato fortuna. In carriera ho avuto incidenti e infortuni di ogni tipo ma sono sempre tornato, l’ho fatto anche questa volta» la sua macumba.
Thiago Silva, che pure è un progetto di campione, ha bisogno di una guida, spirituale e tecnica. Se Nesta dovesse fermarsi, definitivamente, sarebbe un grosso guaio. Perché dietro anche Kaladze è alle prese con un recupero non proprio scontato. «La concorrenza fa bene, ho giocato solo 10 partite e Nesta zero, il mio ginocchio va molto meglio, sarò al 100%» l’entusiasmo del georgiano che non deve aver contagiato Braida e Leonardo. Quel marcantonio di Onyewu è piaciuto anche al tecnico rossonero durante la Confederations Cup, ed è stato lui a dare il via libera all’operazione. Sarà ancora lui, Leonardo, il regista del centravanti da reclutare per completare i quadri del suo Milan. Su Dzeko non si muove foglia, segno che il bosniaco non è riuscito a smuovere le acque, ha brontolato, ha protestato, ha rifiutato il rinnovo del contratto ma non può andare oltre. Anche perché se il Wolfsburg dovesse aprire le porte a un negoziato, Galliani potrebbe ritrovarsi non proprio da solo al tavolo. Già perché il giovanotto è finito nel taccuino di Ancelotti che l’ha segnalato ai dirigenti del Chelsea. L’alternativa è già scritta: Luis Fabiano, il fabuloso. Il tecnico milanista si è molto speso nei suoi confronti. «È uno che può contribuire al gioco» ha detto. «È maturato al punto giusto» ha aggiunto convinto di riuscire a poterlo lavorare e inserire facilmente dentro il perimetro del nuovo attacco rossonero.

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