A Nicole negano l'elisoccorso. Per il capo del 118 arriva subito

Il direttore del pronto intervento siciliano ha un malore ad Alghero e si fa prelevare dal "suo" servizio pubblico. Che invece non si mosse la notte della morte della neonata

Roma - Nicole muore su un'ambulanza a tre ore dalla nascita rifiutata da tre ospedali siciliani mentre il direttore del 118 di Palermo, in vacanza in Sardegna, fa decollare un elicottero dalla Sicilia perché non gradisce il ricovero ad Alghero. Sono i due volti dell'Italia, quello della gente comune, che muore per mancanza di un posti letto e quello dei «vip» della sanità e degli «amici di amici».

La storia di Gaetano Marchese, venuta alla luce solo ieri, stride più che mai con le lacrime di Andrea e Tania Di Pietro, costretti a seppellire la figlioletta deceduta nel viaggio della speranza verso Ragusa, perché le Unità di terapia intensiva neonatale catanesi non avevano culle disponibili per accoglierla. Il caso del funzionario del 118 è al centro di interrogazioni parlamentari e il procuratore aggiunto di Palermo, Dino Petralia, ha già aperto un fascicolo.

Marchese, 60 anni, il 15 gennaio si trovava in vacanza sulla Riviera del Corallo, sulla costa sud-occidentale della Sardegna, quando di notte si è sentito male. Accusava uno forte dolore al petto e alle 23 il 118 ha ricevuto una chiamata per sospetto infarto. A mezzanotte e mezza a bordo di un'ambulanza medicalizzata arriva all'ospedale di Alghero dove, dopo vari accertamenti, alle 3.45 viene emessa la diagnosi di aneurisma dissecante dell'aorta. A quel punto il funzionario dell'elisoccorso palermitano rifiuta il ricovero nei centri specializzati di cardiochirurgia di Sassari e di Cagliari e chiede alla centrale operativa del 118 siciliano di inviare un elicottero ad Alghero per trasferirlo a Palermo: a bordo due equipe e due rianimatori per assisterlo e portarlo in un ospedale di suo gradimento.

«I voli extraregionali sono autorizzati direttamente dal direttore di centrale o tramite l'assessorato regionale in particolar modo quelli con destinazione Ismett - si difende Marchese -. Ho chiesto l'intervento perché avevo subito compreso che il mio caso era stato sottovalutato dall'equipe di Alghero. Ogni ora che trascorrevo lì rischiavo di morire. Nessun abuso è stato compiuto».

L'assessore della Sanità della Sardegna, Luigi Arru, sottolinea invece che i soccorsi sono stati tempestivi e la scelta di tornare in Sicilia è stata del paziente, non attribuibile a mancanze da parte della struttura sanitaria. Sulla vicenda anche l'assessore alla Salute siciliano ha chiesto accertamenti.

Prosegue a ritmo serrato, invece, l'inchiesta della Procura di Catania per verificare eventuali responsabilità nella morte di Nicole. Gli indagati sono nove: 4 medici presenti alla nascita nella casa di cura Gibiino e i cinque colleghi di guardia nelle Utin catanesi del Cannizzaro, del Nuovo Garibaldi e del Santo Bambino e in quella dell'ospedale sicracusano Umberto I, tutti consultati invano prima di decidere il trasferimento della neonata a Ragusa. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. Al lavoro anche gli ispettori inviati nell'isola dal ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, per esaminare tutti gli step, della nascita alla morte di Nicole. Dai primi atti emergerebbe che la Gibiino non avrebbe segnalato la gravità del caso alle Utin contattate e che il 118 avrebbe dovuto inviare la neonata nella Utin più vicina, a Messina, che invece non è stata chiamata perché «fuori distretto», quando aveva invece disponibilità del posto letto. I filoni d'inchiesta portati avanti dal procuratore di Catania, Giovanni Salvi, sono due. Il primo è incentrato sul decesso della bimba e vede i medici indagati per compiere un atti irripetibili. L'altro, invece, riguarda l'eventuale omissione nella messa a disposizione delle Utin, le segnalazioni di insufficienza di quelle funzionanti e i meccanismi per far fronte alle emergenze.

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Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 17/02/2015 - 10:10

ecco, questo è il risultato della politica di sinistra: la gestione della struttura pubblica è in mano alla sinistra, la quale può disporre che un "suo" fidato capo possa avere tutti i privilegi, mentre la neonata no. complimenti: poi dicono che sono superiori moralmente e che intrallazzano sotto banco....

Ritratto di Nazario49

Nazario49

Mar, 17/02/2015 - 10:29

Se la causa del trasferimento della piccola Nicole, dalla clinica privata a Ragusa, è stata la mancanza di una cannula prima e quella del mancato posto libero negli altri ospedali cittadini di Catania poi, mi domando: non era più semplice fare arrivare da un ospedale locale, questa stramaledetta cannula? In mezz'ora d'auto circa, si risolveva il problema. La faccio troppo semplice io, o si è voluto creare una caso, esasperare, portare alle estreme conseguenze e dimostrare pubblicamente lo stolto taglio di mezzi e personale, da parte della Regione? Nella mia città, ad Asti, gli sprechi ospedalieri si fanno da sempre così: tagliando i posti letto...

enzo caporusso

Mar, 17/02/2015 - 10:59

Gaetano Marchese del Grillo : "Io sono io e voi siete un cxxxo"

fcf

Mar, 17/02/2015 - 11:34

Degno rappresentante della "sanità " siciliana !!

giovauriem

Mar, 17/02/2015 - 12:33

e si ! ma questa volta arrivano gli ispettori del ministero della sanità( e già sento la sicilia tremare) che dopo avere chiesto (a uno di quei scagnozzi che hanno combinato questa porcata) cosa è successo , andranno a pasteggiare nel miglior ristorante siciliano a spese nostre.

cicero08

Mar, 17/02/2015 - 13:08

Le nefandezze di Catania, l'altra incredibile morte di Trapani ed ora questa beffarda vicenda del 118, penso c'è ne sia abbastanza perché dall'assessore in giù tutti gli apicali della sanità siciliana vadano a casa...

Ritratto di semovente

semovente

Mar, 17/02/2015 - 18:00

VERAMENTE SCHIFOSO. SPERO VENGA FATTA UNA SERIA INDAGINE PER ACCERTARE SE TUTTO MA PROPRIO TUTTO SIA STATO NELLA REGOLA.