Nordest in rivolta contro l’Anas: «Va abolita»

VeneziaCon un po’ di fantasia, si può trovare un lato positivo al gran caos di sabato scorso al Passante di Mestre. Sì, perché se in tempo di recessione oltre 80mila automobilisti si scaraventano in un solo giorno nella tratta che porta alle località turistiche di Veneto, Friuli, Slovenia e Croazia, vuol dire che ha ragione Barack Obama: la ripresa sta per arrivare. Se poi arriverà davvero, chissà come farà a reggerne l’impatto l’opera viaria che in Veneto è (era?) considerata una sorta di antidoto definitivo al morbo del traffico ingolfato.
«Non diciamo bestialità - insorge Giancarlo Galan, governatore fiero di poter legare il proprio nome all’opera che a queste latitudini si attendeva dalla notte dei tempi -. Il primo agosto il Passante è rimasto schiacciato dalla combinazione di alcuni elementi eccezionali: un carico di traffico fuori dal normale, una serie di piccoli incidenti e la cronica carenza infrastrutturale della nostra regione che eredita un tratto autostradale a due corsie da Venezia verso Trieste».
Poi, tirato per la giacchetta, ma neanche tanto, Galan non ha faticato a tirare fuori un colpevole. «Abolire l’Anas potrebbe essere un’idea». Sì, quell’Anas che, «per atto dovuto», aveva annunciato urbi et orbi di avere aperto un’inchiesta su quanto accaduto. Silvano Vernizzi, che del Passante è il «padre» e l’attuale commissario, ha cercato di frenare un pochino, visto che l’Anas è pur sempre socia al 50 per cento con la Regione Veneto della Cav, la società che gestirà i proventi del Passante e dell’Autostrada Padova-Venezia dal 2010, e ha parlato di battuta del presidente. «È una battuta fino a un certo punto - ha rincarato la dose Galan -. Bisogna chiedersi, e non dare per scontato, a cosa serve l’Anas. Migliora la qualità della vita dei cittadini, è utile alla gente. Qualcuno me lo spieghi, visto che quando ha ceduto parecchie strade alle Regioni, compresa la mia, queste le hanno gestite molto meglio».
Vecchie ruggini, legate proprio a una della cause della coda di 32 chilometri che ha inaugurato un agosto viario che in Veneto si annuncia da tregenda. «Passante più tangenziale fanno cinque corsie - spiega Vernizzi -. L’autostrada Venezia-Trieste di corsie ne ha due ed è facile immaginare cosa possa accadere quando cinque corsie di quella portata sboccano sulle due corsie dell’autostrada: l’effetto è quello di un tappo».
Ecco, per togliere quel tappo Galan armeggia con i colleghi friulani, da diversi anni e nel 2005, d’intesa con l’allora collega, versante centrosinistra, Riccardo Illy, sembrava tutto pronto per la nomina del commissario straordinario per l’A4 ma l’Anas, secondo Galan, aveva remato contro, insieme all’allora ministro Antonio Di Pietro, facendo perdere tre anni prima della nomina di Renzo Tondo, attuale presidente della regione Friuli Venezia Giulia. E adesso per vedere le tre corsie anche in quel tratto di A4 bisognerà aspettare almeno fino al 2014.
Perfino Davide Zoggia, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale a Venezia, è d’accordo con Galan: «Aprire un’inchiesta è il tipico modo per non fare nulla». Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, ha ricordato che l’ispezione era «una decisione che dovevamo prendere per capire cosa non ha funzionato, quali cautele non sono scattate con questa concentrazione traffico e imparare per migliorare il piano di intervento in vista di nuove tappe di esodo e controesodo».
Già, quali sono le contromisure adottate per evitare altre Caporetto? Prima di esporle, Vernizzi ha riepilogato i numeri che, a suo dire, dimostrerebbero l’assoluta eccezionalità del blocco di sabato scorso. «Venerdì, giorno in cui tutto è filato liscio, in direzione Trieste sono passati per la tangenziale e per il Passante di Mestre 84.743 auto e camion, mentre sabato, giorno del caos, sono transitate 83.404 auto. A contribuire al disagio sono stati gli incidenti di venerdì notte lungo il Passante e di sabato mattina nel tratto dell’A4 San Donà di Piave-Cessalto».
Già, ma qualcosa bisogna pur fare per affrontare altre possibili, probabili emergenze. «Bisogna informare di più gli automobilisti - ammette Galan - sperando di avere un po’ di fortuna e di non aver più incidenti».
Al di là degli auspici, i gestori dell’autostrada e del Passante hanno approntata una segnalazione massiccia della situazione, a partire dai display autostradali di Verona (sabato scorso i primi partivano da Vicenza). In più è stata chiesta una maggiore frequenza dei bollettini radiofonici relativi al traffico in tangenziale e sul Passante.

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