A otto giorni dalle Olimpiadi quello che si troveranno davanti migliaia di turisti e appassionati da tutto il mondo, per non parlare del le family olimpiche sarà uno spettacolo a dir poco agghiacciante, con tossicodipendenti che vanno e vengono lungo la recinzione della stazione di Rogoredo. Siamo a due passi dall'Arena Santa Giulia, dove si terranno le gare di ice hockey maschili e femminili. L'uccisione del pusher irregolare di 28 anni lunedì sera, durante un controllo antidroga, ha portato nuovamente alla ribalta il tema del Boschetto della droga, con i suoi pusher armati e i fantasmi che vagano per il quartiere. L'ultima maxi operazione per ripulire Rogoredo fu messa a punto il 16 novembre del 2023 tra le stazioni di Rogoredo e di San Donato e tra via Orwell e via San Dionigi. Pian piano la piaga si ripresenta. Appare sempre più chiaro come i controlli delle forze dell'ordine non bastino perchè la centrale dello spaccio con il suo seguito di giovani e meno ricoperti di stracci, si sposta, si espande e si contrae sempre nella stessa area verde che da Porto di Mare arriva alla stazione dell'alta velocità, tra vegetazione spontanea e selvaggia.
L'intervento di natura urbanistica che porta con sè persone, attività, un brulicare di vita che, come sostiene Fabrizio Schiaffonati, ex docente del Politecnico e fondatore dell'associazione Urban Curator Tat è "l'unica via": "La riqualificazione del parco di Porto di mare, con un progetto specifico che lo apra alla cittadinanza, una grande funzione pubblica verso piazzale Corvetto e il restyling della stazione di Rogoredo, porta di accesso alla città". "Sono vent'anni che si parla di un'operazione di rigenerazione urbana - ricorda Paolo Bassi, ex presidente del Municipio 4 e ora consigliere della Lega -: si era partiti con l'idea di realizzare il nuovo stadio poi la Cittadella della giustizia, con tanto di firma del protocollo per spostare il tribuale, poi in occasione di Expo, della Città del gusto. Lanciata anche l'idea di una piscina olimpionica, che in effetti manca in città, ma non se ne fece nulla". L'ultimo pgt prevede una grande funziona urbana, su cui insiste il Piano straordinario casa del Comune.
Nel 2018 era stato presentato un "progetto di riqualificazione complessiva del piazzale antistante la stazione - racconta Schiaffonati - promosso da Urban curator tat, con il municipio, presente FS - che prevedeva la realizzazione di una grande piazza pedonale di circa 65 metri per lato e un nuovo assetto della viabilità. Edifici con funzioni terziarie e servizi, parcheggi e alberghi. Per la stazione era previsto un ponte commerciale sopra i binari, in grado di ricucire il lato Cassinis con Santa Giulia. Nel 2019 viene fatto un convegno Nodi infastrutturali con Anas, Fs e Politecnico, il progetto viene esposto anche in Triennale per richiesta dell'allora assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran (giunta Sala). Di quell'intervento non si parla più".
Quello che è certo è l'apertura del cantiere per il Bosco della Musica su un'area di oltre 13mila metri quadri tra via Rogoredo, via Monte Penice e via Francesco Pizzolpasso, dove sorgerà il nuovo Campus del Conservatorio, firmato dallo studio Settanta7. "Contiamo di finire l'8 gennaio 2028, poi ci saranno i collaudi: apriremo l'anno accademioc 2028/29 con i corsi più tecnologici e all'avangardia, quindi le nuove forme di musica, ma anche la musicoterapia e il dottorato in musica e Stem" spiega Raffaello Vignali delegato del Cda per la realizzazione del progetto. Il campus sarà dotato di un auditorium tecnologico da 400 posti, l'arena estiva per i concerti all'aperto, la scuola di musica elettronica con mensa e bar aperti al quartiere, e lo studentato da 200 posti letto.
"La nostra è una scelta convinta, nata quando il problema del Boschetto era esploso.
Forse non tutti sanno che i conservatori sono l'antico nome degli orfanotrofi: a Napoli raccoglieravano i ragazzi dalle strade per offrire loro un'alternativa - spiega Vignali -. Invece che comprarci l'edificio accanto alla nostra sede in centro per poterci espandere, abbiamo deciso di entrare in questo tessuto perchè le periferie si rigenerano con le comunità".