Perché i granchi camminano di lato? Scientificamente c’è uno studio interessante, a livello popolare magari non interessa o forse sì, saprete cosa rispondere al vostro bambino quando ve lo chiede senza inventarvi niente. E magari spiegargli anche qualcosa su come funziona l’evoluzione, visto che anche gli adulti fanno confusione.
Per ora, restiamo sui granchi. La ricerca viene da un gruppo guidato da Yuuki Kawabata, professore associato alla Graduate School of Integrated Science and Technology della Nagasaki University e è uscita su eLife come Reviewed Preprint il 21 aprile 2026, con il titolo Evolution of sideways locomotion in crabs. La cosa è interessante perché la forma “da granchio” si è evoluta più volte nei crostacei, nel fenomeno chiamato carcinizzazione, mentre questo studio suggerisce che il comportamento locomotorio laterale sia molto meno ripetitivo: non un’invenzione evolutiva che torna continuamente, piuttosto una soluzione comparsa una volta e in seguito conservata.
Secondo lo studio, la camminata laterale dei granchi sarebbe nata una volta sola, in un antenato comune vissuto circa 200 milioni di anni fa, all’inizio del Giurassico, e si è diffusa subito dopo la grande estinzione del Triassico-Giurassico, quindi in seguito a una grande catastrofe ecologica (ce ne sono state molte, anche senza uomini moderni). Ovviamente, siccome nella natura è tutto un magna magna, la spiegazione del successo della camminata laterale va cercata proprio nel cambiamento improvviso di habitat, e quindi nel contesto di prede e predatori.
Camminare lateralmente permette al granchio di muoversi rapidamente in entrambe le direzioni laterali, rendendo meno prevedibile la direzione di fuga. In pratica: davanti al pericolo, il granchio non fa il nobile animale tragico che affronta il destino, scarta di lato e se ne va. Un comportamento molto più intelligente di quanto abbiano fatto nei pochi millenni che chiamiamo Storia gli esseri umani.
Tuttavia, adesso che sapete come spiegare ai vostri figli perché i granchi camminano di lato e perché altri no, il che rovina la semplicità del mondo, però toglietevi dalla testa l’idea, per i granchi e qualsiasi altra specie, che a quel granchio sia venuta l’idea della camminata laterale, e l’abbia trasmessa ai discendenti, prendereste un granchio, e con più superficialità di come lo prese Lamarck nell’Ottocento. Le mutazioni genetiche sono casuali, spesso sono svantaggiose, per cui i portatori si estinguono, mentre quelle vantaggiose vanno avanti, semplicemente perché chi le ha sopravvive meglio. Si chiama selezione naturale, e anche qui però non pensate alla natura come a un essere senziente. Se hai un vantaggio casuale ne ottieni un beneficio, se non ce l’hai muori.
Tant’è che Darwin, nella prima edizione dell’Origine delle specie, non usa quasi mai il lessico dell’“evoluzione” come lo usiamo noi oggi: parla di variazione, discendenza, trasformazione, selezione naturale.
Non c’è un progetto, non c’è una specie che “decide” di migliorarsi, c’è una variazione casuale che, se capita nel contesto giusto, resta in circolazione, e se capita nel contesto sbagliato sparisce insieme a chi la porta. L’unico organismo che ha tratto un vantaggio intenzionale dal camminare di lato, e anche all’indietro fingendo di andare in avanti, apparteneva alla nostra specie. Si chiamava Michael Jackson.