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Il Conservatorio riscopre La Rosiera

L'opera "dimenticata" di Vittorio Gnecchi-Ruscone torna in scena con il soprano Denia Mazzola Gavazzeni grazie alla revisione musicale rdi Marco Iannelli e Alessandro Cerino

Il Conservatorio riscopre La Rosiera
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Nella Sala Grande del Conservatorio il tempo si appresta a compiere un gesto raro e prezioso: tornare indietro per restituirci una pagina dimenticata della nostra storia musicale. Lunedì 26 gennaio andrà infatti in scena “La Rosiera” di Vittorio Gnecchi-Ruscone, opera lirica a lungo silenziosa, che rinasce oggi come evento culturale di eccezionale valore, a centocinquant’anni dalla nascita del suo autore. Questa esecuzione non è soltanto una riscoperta, ma un atto di giustizia storica. Gnecchi-Ruscone, compositore milanese tra i più raffinati del primo Novecento, fu figura centrale di una generazione sospesa tra la grande tradizione lirica italiana e le nuove tensioni armoniche ed espressive dell’Europa moderna. Dopo il successo di Cassandra, diretta da Toscanini nel 1903, La Rosiera rappresenta uno dei vertici della sua maturità artistica: un “idillio tragico” di rara eleganza, tratto da Musset e trasfigurato in musica con finezza psicologica, ricchezza orchestrale e intenso senso teatrale. Eppure, nonostante il trionfo della prima rappresentazione in Germania nel 1927, l’opera scivolò progressivamente nell’oblio.

La serata milanese si carica inoltre di un profondo valore simbolico, intrecciando tre anniversari significativi: il 150° della nascita di Gnecchi-Ruscone, il trentennale della scomparsa di Gianandrea Gavazzeni – maestro indiscusso della tradizione operistica italiana – e il ventennale dell’Associazione Ab Harmoniae Onlus, fondata da Denia Mazzola Gavazzeni. È proprio all’azione instancabile dell’Associazione che si deve questo ritorno alla luce: una missione che da vent’anni unisce rigore musicologico, passione civile e sguardo verso il futuro. Fondamentale, in questo percorso, è il lavoro di revisione musicale firmato dai valenti compositori Marco Iannelli e Alessandro Cerino, con la voce soprano della Gavazzeni. Il contributo dei due compositori si distingue per equilibrio e sensibilità: non una semplice operazione filologica, ma un dialogo vivo con la partitura, capace di restituire La Rosiera nella sua autenticità, rendendola al tempo stesso pienamente fruibile per il pubblico di oggi.

Iannelli si pone così come figura chiave di questa rinascita, ponte tra memoria e contemporaneità, tra rispetto della fonte e responsabilità creativa. L’Orchestra Sinfonica Colli Morenici, diretta da Nicola Ferraresi, darà voce a questa partitura ritrovata, in una serata che sarà anche fissata su disco dall’editore Bongiovanni di Bologna.

Non solo un concerto, dunque, ma un gesto duraturo, che restituisce alla comunità musicale un’opera ingiustamente dimenticata e riafferma il valore della riscoperta come atto culturale necessario. La Rosiera torna dunque a risplendere sotto il cielo di Milano, e con essa una parte preziosa della nostra identità musicale.

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